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Penso che ormai questa parola "blogger" ha perso il suo significato.

Come sempre non voglio raccontare la storia, però per rendere chiaro quello che voglio dire c'è bisogno di mettere un po' di ordine. Cosa esisteva prima dei blog?

Semplice, esisteva un mondo nuovo che aspettava di essere costruito: il web.

Il web, sostanzialmente un pianeta virtuale che attendeva solamente di essere popolato. Esistevano siti, costruiti manualmente da chi ne capiva qualcosa, ed era fatto da tutti quei codici non comprensibili. Con linguaggio html e tante altre evoluzioni, che sono in sostanza codici che messi insieme creano le barre i colori, i sfondi, i menu ecc.

Quando è stato messo a disposizione questo strumento "il blog" ha rivoluzionato tutto. Perché? Perché era una piattaforma già preimpostata, l'unica cosa da fare era riempirla.

Quindi era alla portata di tutti, per questo è stato rivoluzionario. E chi ha iniziato a mettere piede sfruttando questi strumenti sono riusciti, giustamente, a diventare dei colossi conosciuti da tutti.

Poi quello che realmente faceva una grande distinzione, era proprio il fatto che tramite blog si poteva stare in comunicazione con tutti, commentare, seguire altri blog. Insomma l'attività del blogger stava nel comunicare, cosa che con un sito non si riusciva, perché era statico.

Poi cosa è successo? Visto che esistevano tante cose, ma separate, ad esempio i forum, poi le chat, poi i blog, qualcuno ha pensato di mettere tutte queste cose insieme in modo da facilitare la vita di tutti. Ecco la nascita dei social network.

Riportato tutto questo nella realtà è come se fossimo passati ai negozietti per il centro e nei paesi sparsi a destra e sinistra, a un bel centro commerciale che ingloba tutto.

Quindi questi social hanno oscurato le origini di questi strumenti. Però chi, fortunatamente, era riuscito a costruirsi una sua notorietà, prima di finire nel dimenticatoio ha ben pensato di sfruttare questi social accentrando il lavoro li.

Quindi attualmente si può definire blogger anche chi usa solamente un social. E questo mette proprio allo scuro la figura di essere un blogger, con un proprio blog, costruito come la fantasia vuole e non limitato e impostato secondo regole dettate da una piattaforma social.

Anche la libertà di espressione è limitata sui social. Perché è gestito da un proprietario che detta le regole. Mentre su un blog puoi esprimere qualsiasi cosa, perché lo spazio, e la responsabilità, è propria.

Ma questo interessa poco, perché chi ha intenzione di usare la figura di "blogger" è accentrato a un business, quindi non si mette a scrivere pensieri personali, ne tanto meno cerca il contatto con la gente che popola il web. In sostanza il blogger è diventato un artista, un commerciante, un impiegato, tutte figure che non centra nulla con quello che era originariamente il blogger.

Perché ho scritto questo articolo? L'ho scritto perché ormai leggo ovunque, sui social soprattutto, questa parola "blogger" e mi lascia quel sapore amaro pensando che parecchi non hanno idea del vero significato.

Magari un giorno si studierà "la storia del web" intanto noi siamo protagonisti di questa storia, anche se nel nostro piccolo. Chissà come si evolveranno ancora le cose!!

☺️

DomenickStyle

L'eterna sfida tra i social e i blog, le applicazioni e i blog, tutto questo li porterà all'estinzione?

L'eterna sfida tra i social e i blog, le applicazioni e i blog, tutto questo li porterà all'estinzione?

Partendo dal presupposto che, personalmente, sono convinto che fin quando esisterà il piacere della scrittura, anche se non si è amanti, ma il semplice fatto di dedicare del tempo scrivendo pensieri personali, idee e opinioni, nero su bianco, i blog prevaleranno sempre. Fin quando c'è vita, esisterà sempre come forma d'arte della comunicazione, la scrittura.

Ma questi social stanno sostituendo i blog, e in gran parte lo hanno già fatto. Però infondo lo stesso blog, che conosciamo e usiamo, ha sostituito quello che era il diario personale. E non esiste arma più potente, quella di unire una piattaforma dove hai a disposizione lo stare in contatto con la gente, che conosci o meno, e allo stesso tempo avere a disposizione un diario da condividere, facendoti conoscere direttamente. È fantastico!

E le applicazioni? Nate per i cellulari, ormai sempre più simili in tutto a mini computer portatili. E queste applicazioni uniscono la semplicità di unire social e diario allo stesso tempo, tutto a portata di mano.

Insomma è proprio un colpo di grazia per i blog, apparentemente. Se si iniziasse a girare nel web, immediatamente noteremmo che la presenza c'è ed è costante.

I blog ci sono e allo stesso tempo sono molto attivi e il dominio dei blog nel mondo del web non perde colpi, sono sempre in costante aggiornamento e allo stesso tempo hanno messo piede nei vari social, conquistando anche su queste piattaforme la scena.

I blog sono immortali, e lo saranno fino a quando ci sono tutte quelle persone che piace la libertà d'espressione, ma sopratutto, che amano avere uno spazio tutto proprio, dove potersi giostrare liberamente il piano di lavoro/il proprio diario, senza nessun tipo di vincolo.

Dai parliamoci chiaramente, con un blog hai una gestione totale di tutto, puoi mettere in mostra qualsiasi creazione senza nessun vincolo, puoi colorare il tuo mondo rispecchiando la propria anima senza nessuna restrizione e senza, soprattutto, essere condizionati e limitati nell'uso delle parole e dei temi, cosa che avviene sui social.

Perché spesso si ignora proprio questo dettaglio. Sui social è tutta una finzione quello spazio che viene, generalmente, consideriamo proprio. Quello che consideriamo diario privato in realtà è tutto di proprietà del social dove ci siamo registrati, limitandoci ai strumenti forniti secondo le regole imposte dalla piattaforma.

Quindi su questi social si è inclinati a eseguire determinate azioni meccaniche, uguale per tutti, in maniera omogenea. Diventiamo dei robot illudendoci di essere umani, questa è la distinzione tra il vivere una piattaforma social e un blog personale libero.

E le applicazioni? Sono la semplificazione totale dei social e dei blog, addirittura sostituendo le parole con gli audio registrati e mini video, quindi è la versione smart e meccanica allo stesso tempo.

Arrivati a questo punto, quanta voglia si ha ancora di perdere quel tempo nello scrivere su un blog o nel leggere un blog trovato per caso? L'essere umano è pigro, piace avere le cose facili e già preparate, quindi si abbandona l'idea di dedicarsi a creare un blog e si accontenta di quello che offre una piattaforma social. Purtroppo è questa l'inclinazione della massa, non c'è niente da dire perché siamo tutti complici.

Però, il mondo è bello perchè vario, e per fortuna non siamo tutti uguali, quindi ci saranno sempre quelle persone che uscendo dagli schemi social, gireranno nel web e si ritroveranno a osservare un blog.

E penso che la meraviglia di ritrovarsi su un blog personale, dove puoi affascinarti nel vedere banner, immagini, fotografie e tanti contenuti personali, che vanno a rappresentare la reale personalità di una persona, magari rispecchiando anche un po' una parte del visitatore, non ha eguali ed è una cosa introvabile sulle piattaforme social.

Insomma fin quando esisterà la libertà di espressione e tutte quelle possibilità di avere modo di essere se stessi senza l'imposizione di schemi e varie limitazioni di espressioni e contenuti, i blog vivranno in eterno!!! ♥️

DomenickStyle