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Società Fragile

Società Fragile

Più mi guardo intorno, e più noto una società fragile sotto tanti aspetti. Sono nato nel 1989 e dunque non posso raccontare di com'era prima, negli anni '80 e ancora prima, ma la mia memoria ovviamente risale alla metà/fine negli anni '90 anche se piccolo, e l'inizio del nuovo millennio, e ho memoria di quello che vedevo intorno a me sia prima che dopo l'anno 2000. Era un'epoca completamente diversa da adesso, anche se così vicina, ma il modo in cui si affrontava la vita, guardando i miei genitori, e non solo anche vivendola in prima persona, non è come adesso. Si tendeva verso una semplificazione della vita con le varie uscite avvenute col passare degli anni delle tecnologie, la diffusione dei computer, i cellulari, internet e tutti i mezzi che si sono sviluppati tramite la rete e tante nuove tecnologie con l'introduzione dell'elettronica ovunque, dalle fabbriche a qualsiasi macchinario che ci passa per mano che ci aiuta nel quotidiano ad affrontare la giornata o il lavoro in maniera più agevolata, tutte tecnologie importate dall'estero e che hanno cambiato la visuale e la nostra vita. Si guardava l'estero, come se fosse una luce verso la trasformazione, il miglioramento della qualità della nostra vita, ed effettivamente per quante nuove tecnologie sono entrate nel quotidiano hanno cambiato lo scenario nel giro di pochi anni. Attualmente i cellulari, che inizialmente la funzione principale era quella di chiamare senza essere vincolati per forza a casa col telefono via cavo, o alla cabina telefonica per strada con i gettoni, le schede telefoniche o le monete, si è arrivati al punto di evoluzione in cui il cellulare è un mini computer, con la quale si sta in comunicazione col mondo, cliccando su applicazioni ci si possono trasferire somme di denaro, acquistare online qualsiasi cosa, attraverso dei veri e propri negozi virtuali, si può lavorare online creando negozi virtuali, ci si è arrivati a creare una vita virtuale parallela a quella reale, con piazze di incontri per fare nuove amicizie o semplicemente farsi notare mettendo in mostra dei propri pensieri, condividendo dei momenti belli o brutti, intimi o pubblici, e con se anche la conoscenza e la diffusione di informazione pubblica che avviene prima che i classici telegiornali lo mostrano sui canali televisivi, oppure ad avere a disposizione una enciclopedia virtuale da cui trarre velocemente informazioni utili per l'istruzione e non solo, insomma grazie a questa creazioni si può essere protagonisti e spettatori allo stesso tempo stando semplicemente seduti dietro a un computer o buttati sul letto. Tutte queste evoluzioni tecnologiche hanno reso la vita molto più semplice e facile, e questa semplicità ha portato a rendere molto fragile noi stessi e quindi tutta la società. Il fatto di affidarci a queste tecnologie, il fatto di rendere la vita così semplice, sminuisce la nostra stessa identità, arrivando a creare una vera e propria forma di crisi d'identità. Adesso col telefono o con un computer, riesci ad avere una attività online, l'ho detto anche prima, ma quando si arriva a fine giornata, mettendo da parte il fatto di ritrovarsi con la testa piena e stanca per tutte le varie pratiche che richiedono ogni tipologia di lavoro, che sia studio o che sia qualsiasi mansione che si sta a contatto con la tecnologia, non si è veramente stanchi fisicamente, non c'è stato nessun lavoro manuale, quindi ritroviamo anche senza prestarci attenzione a questa cosa, la testa piena ma il corpo vuoto.

Però va bene così, è ciò che l'uomo nella sua evoluzione ha sempre tentato di riuscire a ottenere, una sorta di "perfezione" dove riesce a conciliare il confort e l'ottenere ciò che desidera, e quindi la tecnologia viene a pieno incontro a questo punto creando di conseguenza una sorta di Vizio.  Lo riesci a riconoscere dalle cose più semplici, ad esempio bastasse che in macchina venisse a mancare quel pulsante per far scendere il finestrino per entrare in crisi/panico, o se venisse meno il servosterzo elettronico, diventerebbe durissimo fare la più semplice manovra, insomma potrei continuare con gli esempi all'infinito per rendere conto di quanto l'elettronica e la tecnologia fa parte delle nostre vite, a volte al punto da dipendere da tutto cio. Mentre un tempo qualsiasi lavoro si facesse, si arrivava a fine giornata stanchi, esausti, magari con tante complicanze che non si risolvevano come oggi con questa tecnologia, tanti pensieri che frullavano per la testa che  aiutavano ad aumentare lo stress perchè si pensava al domani per riuscire a completare qualche pratica importante, non esistevano i telegrammi, le email, gli sms ecc. Insomma si viveva in maniera più complicata e dura su questo non c'è da mettere in dubbio, ma sicuramente erono più completi le persone dell'epoca in giovane età, l'esatto contrario di ora, che per sentirsi vivi c'è bisogno di ricercare qualcosa di estremo, qualcosa che vada controcorrente, qualcosa che deve essere contro tendenza per sentirsi diversi, per sentirsi vivi e non come un computer. Questa tecnologia ha cambiato modo di vivere e le nuove generazioni sono cresciuti con questi schemi, con questa forma di dipendenza, sono viziati già dalla nascita, invece di giocare con la palla, la palla la fanno ribalzare come vuole la fantasia tramite lo schermo di un tablet, con sempre nuovi esperienze di realtà evolute, con schede video che a volte riescono a stupire la realtà stessa, ma personalmente trovo che ci sia una incompatibilità tra chi viene da una generazione manuale, come i nostri genitori o i nonni, e chi è nato con a disposizione questi sistemi, e trovo che questa generazione nuova sia triste, come lo era la mia, perchè siamo una generazione di mezzo ma dove tendenzialmente abbiamo perso la nostra identità, non si guarda più il posto in cui si è nati, ti ha educato e cresciuto come una grande casa, dove ci sono stati insegnamenti belli e brutti, che hanno fatto maturare la persona, ma questa "casa" l'attribuiamo al mondo, senza mettere radici, guardavamo all'America come potenza monetaria in prima linea su qualsiasi innovazione, i paesi nordici con il loro essere civili e quindi avanzamento di pensieri e società, il mondo cinese con la produzione di qualsiasi cosa a basso costo ma che vengono sempre in aiuto nel quotidiano con creazioni fantasiose, a volte bizzarre, ma che lasciano sognare con la loro fantasia, e l'Italia è sempre stata messa allo scuro da noi stessi "generazione che sta passando, e quella passata", siamo cresciuti con quel senso di inferiorità, e questa cosa l'abbiamo trasmessa a chi è venuto dopo di noi, siamo stati l'esempio sbagliato insomma, quando invece noi come paese, come società, come cultura, invenzione e tanto altro non abbiamo bisogno di prendere esempio, ma il menefreghismo ha frenato l'avanzamento, sopratutto creando una ideologia di non appartenenza, se non a un mondo virtuale. Mentre per chi è nato con questa tecnologia questa "casa" la ritrova racchiusa semplicemente in un telefono, e non mi stupisco che non c'è più una moralità, un rispetto verso il proprio territorio come il mondo in generale, eppure si fanno tante iniziative per "salvare il mondo" dall'inquinamento, dai diboscamenti e tante altre cose, tutto questo come se fosse un dovere perchè scritto o perchè è la moda che parla, quando invece dovrebbe essere un dovere di ognuno di noi, singolarmente, avere nel proprio dna il bene verso la terra in cui siamo cresciuti, ci ha nutrito, dove sono racchiusi i nostri ricordi, insomma non mi stupisco delle violenze che continuano ad aumentare, perchè la nuova generazione ha bisogno di essere "programmata" come i computer, ma dov'è quell'anima? I sentimenti si preferisce farli sostituire dall'apparenza, dalla materialità. Si viaggia perchè c'è bisogno di riempirsi di qualcosa, il riscoprire luoghi diversi, come se il luogo in cui si vive già lo si conoscesse a fondo ed è una sorta di usa e getta, come il mondo, si va nei luoghi per farsi foto, per ammirare le bellezze, anche senza capirci nulla, ma per scattare quella foto, per rendere felice il "mondo" racchiuso in un social virtuale, ma non si guarda che il lato negativo di ogni singolo posto da cui siamo nati, lo si ritrova a specchio nell'esatto modo, a seconda delle culture dei luoghi, in qualsiasi posto del mondo, non si capisce che quell'opera d'arte, scultura, architettura e quant'altro esiste perchè qualcuno in passato voleva lasciare una impronta nel tempo, con tanti tipi di messaggi diversi, ma quello che non si riesce a cogliere è il fatto di voler essere Vivi, chi ha creato ogni singola opera in realtà amava vivere, e voleva trovare un modo per essere vivo nei ricordi nei secoli dopo, come se fosse ancora qui vivo, e le generazioni di ora? Si sta perdendo questo senso di vita, ci si vuole godere giorno per giorno, come se fosse l'ultimo, ma facendo ciò che fanno tutti, non mettendoci anima e corpo, siamo eterni insoddisfatti, viziati, e non si ha percezione del valore e del peso della vita. Quello che rattrista ancora di più, non è solamente il non dare peso a questo dettaglio che è invisibile all'occhio ma allo stesso tempo si mostra sotto mille aspetti, dalle violenze tra di noi e verso la terra, dove tutti ne facciamo parte, ma la cosa più potente che potrebbe risvegliare dal sonno il "senso della vita" è l'annullazione dei sentimenti, molto grave, perchè è come un fuoco, che rimane acceso fin quando ci butti legna, se ti fermi tende a spegnersi e alla fine rimane solo cenere,  adesso i sentimenti sono compensati sempre di più dalle tecnologie, non c'è bisogno di "lottare" per tenere acceso un sentimento di cui si ha realmente bisogno perchè si ha voglia di vivere, voglia di crearsi una vita, il condividere tanti momenti belli e brutti, il parlarsi, il guardarsi negli occhi, il sentirsi uniti davvero, il tenersi per mano, tutte cose che si possono prelevare dai nostri genitori, invece per le generazioni di ora tutto ciò è complicato, è scocciante, adesso ci si tende ad annullare il ruolo femminile e maschile, si tende come  il "mondo" insegna a mettere come priorità i bisogni concreti e soddisfarli in maniera normale, come andare in un supermercato ed acquistare ciò che si ha bisogno, come la felicità, l'amore, il sesso, il divertimento ecc. Infondo queste generazioni stando a questa realtà di fatti, non sono pronti per la vita, sono professionisti dei social virtuali solamente, quindi hanno serie difficoltà nella vita reale, c'è un continuo ricercare di conferme e dimostrazioni, partendo da un "mi piace" di facebook ad esempio, a qualsiasi social o alle dimostrazioni di aggressività perchè non si è capaci di comunicare, di confrontarsi, di condividere, di tutte quelle forme che esistono dalle specie animali compreso noi umani.

Per i più veterani invece si ritrovano pieni di paure, perchè bombardati continuamente da questi nuovi schemi, che fanno perdere la strada che si percorre, visto che parecchio vengono da una via di mezzo, quando queste tecnologie erono in via d'espansione ma non erono affermate come negli ultimi anni, quindi per questa generazione è un continuo vivere nell'indecisione, nel domandarsi se si sta facendo bene o meno, nel chiedersi se è giusto fare una cosa o scegliere l'altra, nel essere saggi perchè la tecnologia fornisce informazioni ma si ha ancora quell'anima nel andare oltre la semplice scrittura e trovare o attribuirgli un significato a parte ed applicarlo nella vita, ci si sente un po' superiori anche se non si vuole ammetterlo perchè si vive nel dubbio, ma nessuno si rende conto di essere tutti della stessa identica specie e modo di ragionare. Ma si sta distanti, e non si riesce a trovare amicizia, perchè il dubbio porta all'estremo, quindi la via di mezzo tra il non conoscersi e l'amarsi non può esistere, come l'amarsi di per se non può esistere se non con delle certezze, cosa che difficilmente si riesce a dare, perchè troppo persi nel farsi pensieri e non parlare, troppo persi nel dubbio e non agire, troppo persi nel seguire le tendenze e le apparenze invece che ascoltare, troppo persi nel ricercare un continuo migliorarsi personale invece che pensare alle cose reali della vita che ci completano. Insomma siamo una società in crisi, che lo sarà sempre di più, e noi che dovevamo essere un perno di riferimento per i più giovani, siamo quelli che invece tendono a dare un cattivo esempio, ed è una cosa triste. 

Invece non dovrebbe e non deve essere questa la realtà e le prospettive future, i sentimenti vanno alimentati, ma alimentati vivendoli concretamente, condividendo sopratutto questa cosa insieme nella realtà, amando realmente e riuscendo a trovare quella quiete dove mettere radici, ma che siano radici messe insieme, non singolarmente, separati, e non attraverso lo schermo del telefono, attraverso il parere del "mondo". Non voglio dire che non deve esistere questo vivere la vita e il quotidiano con l'aiuto dei mezzi tecnologici, come la comunicazione o il fatto proprio di spostarsi da un paese all'altro, ma questo renderci così spenti, legare la nostra vita alla tecnologia, il non rendersi conto delle proprie radici, tradire se stessi insomma, è triste ed è uno sfregio che si fa alla nostra stessa intelligenza. Si devono alimentare i sentimenti, senza timori, paure, dubbi, vivere in maniera semplice, ascoltarsi e condividere, il portarsi rispetto sulle idee e i condividere pensieri, crearsi una vita reale insieme, maturare e crescere, tante cose che danno spinta a sentirsi vivi e positivi. Svegliatevi da questa Società Fragile.

Domenick Style

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