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Radio Vs Musica

Che opinione avete delle radio? Personalmente ritengo che le radio non rispecchiano, per niente, quello che è realmente il mondo della musica. 

Ogni giorno utilizzo la macchina e, inevitabilmente, come avvio il quadro dell'accensione, parte la radio. Non c'è una stazione radio in particolare che ascolto fisso, quindi lascio impostato quello che si avvia generalmente, lo scopo principale è tenermi in compagnia nel frattempo che mi sposto.

Del resto nemmeno la seguo, quello che mi tiene compagnia è la voce di sottofondo, che a prescindere dal fatto di stare solo o in compagnia, riempie quel "silenzio". Ma qual'è l'utilità della radio a parte: la "compagnia"?

La radio è utile per ascoltare le comunicazioni veloci, che sia un telegiornale, un'intervista o qualsiasi altra cosa di utile o d'intrattenimento, che può essere il meteo, l'oroscopo del giorno, giochi vari ecc. A volte è anche questione di affezionarsi ai speaker di una determinata trasmissione radiofonica, come avviene per i canali televisivi.

Ma mettendo da parte l'intrattenimento, passiamo a quello che "dovrebbe" essere l'uso principale della radio: la musica.

E questo è un argomento delicato, perchè ognuno ha la sua opinione ovviamente. Ma cercherò di essere generico. Insomma, personalmente penso che poco interessa ciò che viene mandato in radio per la stragrande maggioranza delle persone. Perchè mi metto nei panni di chi ha una vita piena di impegni, chi ha degli hobby che non riguardano proprio il mondo della musica, chi non è proprio amante della radio a prescindere. Insomma penso che tutte queste categorie non vanno più di tanto a focalizzare l'attenzione su ciò che viene mandato in radio.

Ma il discorso cambia per chi ha la passione della musica. Perchè cambia?

Perchè alle radio non fanno passare tutti i tipi di generi musicali, ne tanto meno tutti gli emergenti e non solo. Quindi ci ritroviamo una playlist, con brani accuratamente selezionati, che vengono ripetuti all'infinito nell'arco della giornata.

Ed è proprio questo motivo, per la quale chi piace ascoltare musica, la radio non sarà mai tra le migliori scelte. 

Non voglio entrare nei dettagli, ma è tutta questione di business (come sempre, come tutto). La radio guadagna tramite gli ascolti, i brani che vengono mandati devono rispecchiare tutti quei canoni che, secondo la stazione radiofonica, garantisce un certo numero di ascolti. Ma non è solo la radio a fare "selezione", ci sono anche le major discografiche che fanno la vera ed enorme selezione. Quindi per la radio la major è già una garanzia.

Una major discografica, composta da tante persone esperte nel settore, rientra nel loro interesse far in modo che un artista raggiunga quanta più notorietà. Insomma ognuno fa il suo mestiere.

Quindi etichette e radio sono una catena, e di conseguenza, vanno molto d'accordo. Ma è un andare d'accordo a patto che quei "numeri" soddisfano le previsioni. 

Il problema non è l'immagine, non è il linguaggio, ma proprio questo.

Le major discografiche più famose al mondo (non voglio fare nomi, ma attualmente ne sono 3 che gestiscono la musica mondiale e sicuramente le conoscete.) per il "peso" che ricoprono, con una fama mondiale, e con competenti che mantengono testa, non possono permettersi di fallire. Quindi se devono "tutelare" un artista, questo stesso artista deve anche assicurare il successo, lasciandosi spesso "consigliare" per non dire, manipolare, da loro.

Ma così stiamo aprendo un discorso veramente enorme.

I reality show come i più grandi eventi di musica, generalmente fanno una "selezione". Non tutti riescono ad arrivare su quel palco. Perchè?

Perchè arrivare li sopra, significherebbe essere sotto i riflettori. Significherebbe essere guardati da milioni di spettatori. Significherebbe svoltare la propria vita senza manco rendersene conto.

Insomma è davvero molto importante quel palco, però.. c'è sempre un però.

Uno show deve avere credibilità, perchè è tramite questo mezzo, che il pubblico riesce a scoprire nuovi talenti. E quindi? Quindi bisogna seguire determinati canoni imposti da chi fa "selezione". Sono i stessi requisiti richiesti che spesso remano proprio contro agli artisti, facendoli fare cose che infondo non è una cosa propria.

Ma il successo.. è il successo. O no?

Quindi qualsiasi sarà òa strada con la quale un artista arriva a farsi conoscere dalla massa, alla fine si ritrova sempre incatenato. E le radio sostanzialmente rispettano quello che le grandi major creano.

Ecco che quindi, spesso e volentieri, ci saranno artisti, talenti emergenti, ma anche affermati, che faranno pezzi ascoltatissimi, che saranno famosissimi tra le generazioni giovani e non solo, ma che non avendo quei "requisiti" non riescono a raggiungere le radio. Come si usa nel gergo musicale "non riescono a fare il botto.💣"

Quindi ci ritroveremo a sentire la solita playlist decisa dalle singole stazioni radio, ripetuta all'infinito. Non sto dicendo che quelle mandate in radio siano brutte e insignificanti come canzoni o artisti. Ma stiamo parlando di fatto di un monopolio musicale.

Personalmente ritengo che la musica sia, prima di ogni altra cosa: libertà di espressione. La musica va a rispecchiare le realtà sociali, da quelle più nascoste, fino a quelle che riguardano la parte più profonda della nostra anima. Riuscendo a variare passando per tutti i tipi di argomenti, che può riguardare le politiche, lo sport, le culture, le religioni, insomma tutto. La musica rappresenta la nostra vita.

Però quando argomento mi rattrista, perchè è come se fosse una musica "mutilata" dalla sua parte viva. Ma come ho già detto, non è colpa delle radio, perchè ognuno fa il suo mestiere. Ma dipende da chi gestisce le tendenze e i generi musicali mondiali. Vi siete mai chiesti come mai un tempo andasse di più il "rock" in generale, mentre ora vada di più la "trap" o il "rap"? C'è sempre una spiegazione a tutto, anche se nel silenzio, viene ignorato.

Parecchi artisti, grazie sopratutto anche all'aiuto della tecnologia, sono riusciti ad auto-crearsi delle proprie etichette, che l'hanno aiutati a essere "indipendenti". Ma come sapete questo vuol dire anche essere tagliati fuori da tutti quei mezzi messi a disposizione dai "big", che tramite finanziamenti, riescono a tenere puntati i riflettori su chi vogliono.

Insomma, non è per niente facile la vita di un artista. Attualmente è questo lo scenario, ma provate a immaginare un artista quante condizioni doveva rispettare negli anni '80 all'indietro, che non esistevano show e tecnologie come i "file audio".

E rimango sempre più convinto che la tecnologia in generale è riuscita da alzare un muro, mettendo un fine a quella storia fatti di monopoli e paletti in generale, dando vita a una nuova storia.

Il punto è: speriamo che il web non viene blindato creando nuovi monopoli. (L'occhio va a  cadere su "applicazioni di musica" molto famosi, che sta creando un nuovo business musicale. Scommetto che lo avete installato anche sul vostro telefono.)

🙂

DomenickStyle

4 thoughts on “Radio Vs Musica

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