Oops! It appears that you have disabled your Javascript. In order for you to see this page as it is meant to appear, we ask that you please re-enable your Javascript!
Vai al contenuto

Comandare Vs Responsabilità

Ogni ruolo richiede una certa esperienza, ma sopratutto richiede una responsabilità. Spesso accade che a viene meno è proprio questo fattore. Perchè scrivo questo articolo?

Non mi piace fare riferimenti, scrivere nomi, preferisco rimanere sempre nel generico. Quindi lo scopo di questo articolo è solo per condividere una riflessione personale, che magari va a rispecchiare o ad approfondire, poi, con i pareri personali di chi sta leggendo e vuole scrivere qualcosa.

Comandare, quando diciamo questa parola guardiamo sempre in alto, alziamo la punta del naso pensando ai ruoli alti nella società. Ma personalmente ritengo che ognuno di noi comanda la propria persona e il proprio ruolo. Esattamente questa cosa, col tempo, porta a dare un "peso" alla propria personalità e, di conseguenza, al proprio ruolo che ricopre in questa società.

Il comandare, prima di diventare una forma di "comando" impartendo ordini o comunque, introducendo quelle regole generali per lo svolgimento di una determinata funzione, per far si che tutto ciò avvenga, ci deve stare una collaborazione con chi rientra in questa "linea di comando". Lo so che magari è scontata questa cosa, ma sto notando attualmente, che le cose "scontate" sono proprio quelle che vengono "dimenticate" facilmente.

Il "mettersi in gioco" è un ruolo fondamentale, perchè se non avviene questo in ognuno di noi, non si muove nulla, non avviene quella "crescita" della propria persona. Sbagliare apprendendo da questi errore e facendoli diventare una lezione di vita, per migliorare la propria persona, per evitare di rifare i stessi errori in futuro. Quindi la prospettiva va oltre, ci si mette sempre in gioco, arrivando a farne altri di sbagli, ma che alimentano proprio il fatto di fortificare la propria personalità.

Il "collaborare" con chi ci circonda è fondamentale in questo "gioco", perchè ci porta ad ampliare la vista, a sviluppare quelle comprensioni che magari ci sfuggono. L'osservare, l'analizzare tutti i comportamenti e gli avvenimenti è la prima forma di apprensione, già da li parte una "lezione" che ci porta a rendere migliori.

Così si arriva al "comando", ritrovandosi a gestire una determinata situazione, ma restando sempre con quel "lavoro" che riguarda le proprie capacità, ampliando le conoscenze personale. Arrivando anche a "trasformare" in parte, quello che è il proprio lavoro in una sorta di "hobby" in modo tale da far fuoriuscire quella passione e interesse maggiore nelle cose che si fa.Questo come altre cose, sono tutte strategie per diventare un "leader" nel proprio settore. (parole strane riguardante un mondo lontano, lo so.)

Ma più si va in alto, e maggiori saranno le responsabilità. Questo è scontato, ma come dicevo all'inizio, viene dimenticato facilmente. Perchè ognuno di noi ha i suoi limiti, che spesso non si vuole ammettere, visto che si ragiona, sempre, col fatto di "mettersi in gioco" a prescindere. Ma anche i limiti portano ad insegnare dei concetti, ci rende ad esempio: saggi. (come ho detto su, parole strane, lo so.)

Spesso purtroppo, tutto questo non avviene, e si va a creare quel disordine generale. Quando quel "punto di riferimento" o "leader" o "capo" ecc, non riesce a gestire bene il proprio ruolo, non riesce a sostenere le proprio responsabilità o semplicemente, si fa distrarre, trasportare, da altre cose, fattori, imprevisti, distogliendo l'attenzione da quelle che sono il perno principale che sostiene il suo ruolo, la sua persona, la sua posisizione nella società: la responsabilità.

A questo punto, qualsiasi sia il ruolo che ricopre questa figura, va a creare quel caos, mettendo in dubbio la fiducia o addirittura, spezzandola proprio. Alla fine dei conti per una irresponsabilità di una persona ci vanno a rimettere tutti. Finisce sempre così o sbaglio? (nessun riferimento a cose o persone.)

Nel momento in cui viene meno questa "piramide sociale" retta nel nome di una fiducia, è difficile recuperare. Anzi direi impossibile ritornare indietro, la storia cambia, semplicemente si mette un punto e si va d'accapo.

Comandare, a parere mio, non è un ruolo per tutti, perchè comprendere determinate cose non è impossibile, ma nemmeno facile. Ogni ruolo ha una sua fondamentale importanza, qualsiasi esso sia. Il concetto di "comandare" è sbagliato, quel "punto di riferimento" visto come se fosse un "superiore" una figura lontana da noi, è in questo l'errore. Perchè dico che è sbagliato?

Perchè è fondamentale comprendere il ruolo del "comandare" perchè quello che ho appena finito di dire non è appunto: comandare. Nel momento in cui quella figura è così distante da noi, così che si "eleva" rispetto la massa, che si distingue dalla massa, non è punto di riferimento. E' semplicemente qualcuno che si crede, grazie all'ausilio di altre figure, di essere una persona che sa gestire, comandare, essere un leader, ma scendendo con i piedi a terra, il ruolo principale lo fanno gli altri, ingannati e sfruttati senza capire. (discorso generico, quello che dico lo si può abbinare a qualsiasi cosa, non per forza un lavoro.)

La collaborazione, questa parola a volte messa da parte sopratutto da chi si "eleva dalla massa", parte da chi dovrebbe dare l'esempio, il leader della situazione, fino all'ultimo arrivato o quello più debole. Alla fine è un "gioco" in cui tutti ne dovranno ricavare determinati benefici. E' tutto un "dare per avere" un concetto fondamentale sopratutto per chi ha la responsabilità di gestire. E' un concetto che bisogna mantenere costante, perchè è uno degli anelli fondamentali della catena.

Stare al centro dell'attenzione, gestire una situazione, stare al comando di un determinato ambito, ricoprire un ruolo del genere, come ho appena finito di dire, non è una cosa da tutti. Non sto dicendo che è esclusiva di qualcuno, ma che, purtroppo, in questa società c'è la presenza di troppi soggetti che non sono, a parere mio, idonei nel ruolo di prendere decisioni, gestire, comandare e ruoli simili. Sopratutto perchè, purtroppo, ci sono altre persone che si affidano a questi soggetti. Non lo trovo giusto tutto questo sistema, ci sono troppe ingiustizie sociali.

"tra il dire e il fare ci passa di mezzo il mare" così si finisce il discorso poi. Con la rabbia, l'amarezza, la delusione e la tristezza.

Però la società gira in questo modo e non si cambia. Ognuno di noi siamo diversi, ragioniamo con dei parametri mentali diversi, abbiamo visioni diverse, siamo come le dita delle nostre mani, ognuna diversa dall'altra. Ma, allo stesso tempo, siamo tutti fondamentali, anche quelli "negativi" portano insegnamenti, ad aprire gli occhi, a vedere cose che magari prima non si riuscivano a vedere.

La capacità nel riuscire a trovare il positivo nel negativo e viceversa, sempre.

💪

DomenickStyle

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: