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“Ogn’anno,il due novembre, c’é l’usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.

Ogn’anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch’io ci vado,e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo ‘e zi’ Vicenza.

St’anno m’é capitato ‘navventura…
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo,e che paura!,
ma po’ facette un’anema e curaggio.

‘O fatto è chisto,statemi a sentire:
s’avvicinava ll’ora d’à chiusura:
io,tomo tomo,stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.

“Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l’11 maggio del’31”

‘O stemma cu ‘a curona ‘ncoppa a tutto…
…sotto ‘na croce fatta ‘e lampadine;
tre mazze ‘e rose cu ‘na lista ‘e lutto:
cannele,cannelotte e sei lumine.

Proprio azzeccata ‘a tomba ‘e stu signore
nce stava ‘n ‘ata tomba piccerella,
abbandunata,senza manco un fiore;
pe’ segno,sulamente ‘na crucella.

E ncoppa ‘a croce appena se liggeva:
“Esposito Gennaro – netturbino”:
guardannola,che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!

Questa è la vita! ‘ncapo a me penzavo…
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s’aspettava
ca pur all’atu munno era pezzente?

Mentre fantasticavo stu penziero,
s’era ggià fatta quase mezanotte,
e i’rimanette ‘nchiuso priggiuniero,
muorto ‘e paura…nnanze ‘e cannelotte.

Tutto a ‘nu tratto,che veco ‘a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse ‘a parte mia…
Penzaje:stu fatto a me mme pare strano…
Stongo scetato…dormo,o è fantasia?

Ate che fantasia;era ‘o Marchese:
c’o’ tubbo,’a caramella e c’o’ pastrano;
chill’ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu ‘nascopa mmano.

E chillo certamente è don Gennaro…
‘omuorto puveriello…’o scupatore.
‘Int ‘a stu fatto i’ nun ce veco chiaro:
so’ muorte e se ritirano a chest’ora?

Putevano sta’ ‘a me quase ‘nu palmo,
quanno ‘o Marchese se fermaje ‘e botto,
s’avota e tomo tomo..calmo calmo,
dicette a don Gennaro:”Giovanotto!

Da Voi vorrei saper,vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir,per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!

La casta è casta e va,si,rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava,si,inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d’uopo,quindi,che cerchiate un fosso
tra i vostri pari,tra la vostra gente”

“Signor Marchese,nun è colpa mia,
i’nun v’avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa’ sta fesseria,
i’ che putevo fa’ si ero muorto?

Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse ‘a casciulella cu ‘e qquatt’osse
e proprio mo,obbj’…’nd’a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n’ata fossa”.

“E cosa aspetti,oh turpe malcreato,
che l’ira mia raggiunga l’eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!”

“Famme vedé..-piglia sta violenza…
‘A verità,Marché,mme so’ scucciato
‘e te senti;e si perdo ‘a pacienza,
mme scordo ca so’ muorto e so mazzate!…

Ma chi te cride d’essere…nu ddio?
Ccà dinto,’o vvuo capi,ca simmo eguale?…
…Muorto si’tu e muorto so’ pur’io;
ognuno comme a ‘na’ato é tale e quale”.

“Lurido porco!…Come ti permetti
paragonarti a me ch’ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?”.

“Tu qua’ Natale…Pasca e Ppifania!!!
T”o vvuo’ mettere ‘ncapo…’int’a cervella
che staje malato ancora e’ fantasia?…
‘A morte ‘o ssaje ched”e?…è una livella.

‘Nu rre,’nu maggistrato,’nu grand’ommo,
trasenno stu canciello ha fatt’o punto
c’ha perzo tutto,’a vita e pure ‘o nomme:
tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?

Perciò,stamme a ssenti…nun fa”o restivo,
suppuorteme vicino-che te ‘mporta?

Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
nuje simmo serie…appartenimmo à morte!”

[‘A livella - Totò]

Questi sono i giorni dedicati ai defunti, e mi sento di scrivere un articolo riflessivo. La vita è ricca di valori e principi. I stessi che spesso vengono dimenticati, rendendo la nostra vita meno "viva". Perchè sto dicendo queste cose? 

Attualmente, molto più di quanto avvenisse in passato, viviamo una realtà fatta di finte apparenze. Oggi è il 1 Novembre, la festa di "Ognisanti" domani sarà il 2 Novembre, "La commemorazione dei defunti". Sono date, riferimenti, indicazioni che spingono tutti ad accendere quella lampadina nella testa e prepararsi in tema per celebrare la festività.

Non trovate che siamo un po' tutti, finti?

Ovviamente sto facendo un discorso generico, non sono nessuno per giudicare e mai lo farò. Ma se non esistessero date, secondo il mio parere, sarebbe tutto diverso. Immaginate? Un calendario, senza giorni rossi: il caos. Con tante festività che ci sono nell'arco dell'anno e non avere un riferimento.

Quanta tristezza che facciamo, pensandoci.

Ora ci vestiamo di nero, perchè il calendario dice così. Tutti a correre nei cimiteri, a pulire, portare fiori. C'è chi dice: ci siamo levati il pensiero. Lo stesso discorso avviene la domenica, ci vestiamo bene e si corre in chiesa per sentire la messa: così uno si leva il pensiero.

E sarà sempre la stessa cosa per ogni festività e ricorrenza che verrà: così uno si leva il pensiero.

Ma ci sono cose fatte in maniera sentita? Col cuore? Con l'anima? Senza un peso o un dovere? Senza quel "pensiero"?

Viviamo col "terrore" di essere giudicati, ogni ricorrenza è una "corsa ai preparativi", per evitare che la gente si faccia "cattivi pensieri". Ci rendiamo conto di come parliamo?

Non voglio alludere, adesso, con questo articolo, che non dovrebbero esistere le ricorrenze e le festività. E' un messaggio per evidenziare in generale un modo di vivere una realtà totalmente finta.

Il grandissimo Totò, nella poesia che ho riportato in alto, il messaggio principale è: siamo tutti uguali, vivi o morti, non c'è differenza. Ed è esattamente così. E' un messaggio che oggi viene ricordato, domani viene dimenticato da tutti gli impegni che riempiono la nostra testa.

Abbiamo la testa così riempita di varie cose, e la vista così annebbiata, che dimentichiamo proprio di essere tutti uguali, e di essere tutti di passaggio su questa terra.

Ovviamente non voglio assolutamente dire che si dovrebbe vivere pensando alla fine. Assolutamente no.

Ma questo articolo, questa mia riflessione, serve per mettere in evidenza e focalizzare al massimo, il valore della vita di tutti noi. E' importantissimo rendere la vita piena di emozioni, piena di sentimenti, piena di quegli impegni, costruttiva, una vita vissuta al massimo delle nostre forze. 

E invece viviamo in maniera spenti, se non esistesse quel calendario con segnato i giorni delle ricorrenze e delle feste, se non esistessero i social che ci danno a mente gli eventi e le festività delle persone che conosciamo e di ciò che avviene in generale, noi saremmo spenti, morti dentro.

Quando c'è un pensiero reale, un ricordo, un sentimento che parte da dentro, non si mette in mostra unicamente nel giorno segnato su quel calendario, è una costante che avviene nel corso del tempo, sempre. Quando si ha fame, si mangia. Non c'è bisogno di scrivere l'ora precisa in cui mangiare. Perchè siamo diventati così finti? Così attaccati a questo "bel apparire"? Dove sono finite le emozioni, i sentimenti, quella voglia di vivere che spingeva a fare un gesto d'amore, al di fuori della festa degli innamorati. Oppure un regalo, al di fuori del natale. Oppure andare a dedicare una preghiera a un nostro caro defunto, a prescindere dal giorno dedicato ai defunti.

Siamo sempre più morti, dentro. Le emozioni, belle o brutte, sono reazioni prodotte da dei fattori, che sono quindi la causa. E' quello che manca. La causa che da valore alla vita.

Quando si legge sui libri di storia, le guerre che ci sono state, popoli massacrati, e sofferenze di vario genere, comprendiamo le parole scritte. Ma è una comprensione che avviene, per fortuna, grazie a quel intelletto. Quindi riusciamo a collegare le parole ai fatti, e immaginiamo. Ma com'è questa immaginazione che avviene nella nostra mente? Quella dei videogiochi, dove i personaggi muoiono per poi resuscitare? Immaginiamo perchè non abbiamo mai visto quei fatti che si leggono. E aggiungerei, per fortuna che non abbiamo mai visto quelle cose. Però, da un lato, è un peccato. Perchè non abbiamo nessuna idea di cosa voglia dire, VIVERE. Svolgiamo la nostra esistenza ad annoiarci, a sbuffare. Addirittura per ammazzare questa noia, la riempiamo di "realtà virtuale" o in generale, facendo cose pericolose.

Personalmente sono convinto che bisognerebbe dare una reale riflessione, sopratutto in giornate come queste. C'è bisogno non solo di raccontare, perchè tutti hanno una cultura e se non c'è, esiste una tecnologia dove si ricavano informazioni in tempo reale. Insomma penso che bisogna andare oltre, perchè siamo davvero tristi nella nostra finta apparenza.

La "pace" crea "guerra" e la "guerra" crea "pace".

Il "fuoco" non si accende senza "combustibile", senza "combustibile" non si accende il "fuoco".

Fine riflessione.

 

DomenickStyle

La legge è uguale per tutti?

Ma quando parliamo di business evidentemente la legge non è più imparziale. Ma andiamoci gradualmente. Perchè questo articolo?

Vedo continuamente in giro, tra blog e social vari, un accumulo di menzogne secondo i miei punti di vista, falsificando e coprendo realtà anche se note a tutti. Non voglio fare conti e riferimenti a dati ufficiali, perchè su questo siamo capaci di farlo tutti autonomamente. Ma semplicemente voglio cercare di mettere alla luce un discorso il più possibile reale.

Ogni giorno davanti ai nostri occhi, scorrono fiumi di soldi, che vanno in tante direzione. Parlo di capitali che vanno a costruire imperi, fatti di soldi, derivanti da diversi business considerati legale su certi piano ma illegali a convenienza. Resta però che per il nostro stato, in maniera condivisa con tutti gli altri stati mondiali, questi business vengono considerati fiumi di denaro inesistenti. Oppure, nei peggiori dei casi, ne parla e dimostra di esserne a conoscenza, ma lascia il lavoro a metà, applicando dove ritiene giusto: la legge è uguale per tutti.

Ci sono tantissimi esempi di business nel nostro paese, e li conosciamo molto bene, prendiamo ad esempio l'argomento delle droghe. Questo è un business che domina in tutto il mondo da sempre, non è una scoperta ne tanto meno una novità, tutti i stati sono coinvolti. Eppure si mantiene sempre un certo velo misterioso su questo argomento. E la legge è uguale per tutti in questo enorme business fatto di commerci internazionali di sostanze di vario genere? Mi salgono grossi dubbi.

Certo ci sono stati nel corso del tempo tantissime azioni forti da parte dello stato, contro questo fenomeno illegale, sono stati presi grossi esponenti di vari gruppi mafiosi, ma questo business continua ad esiste ed è vivo ovunque, non solo nel nostro paese. Perchè?

Parliamo di un business illegale che frutta enormi entrate, ma non è questo il punto, il fatto è che di questo business evidentemente a qualche personaggio che fa il doppio gioco, tra il legale e l'illegale, fa comodo che continua a esistere. Insomma stiamo parlando di legalizzare l'illegale sotto forma di tante tecniche che è inutile parlarne, il punto del discorso è per mettere in evidenza come il business fa cambiare l'imparzialità del motto che spesso viene usato come scudo:

La legge è uguale per tutti.

Ci sono tanti altri esempi di business, prendiamo quello della prostituzione ad esempio. Un fiume enorme anche questo, ed è noto a tutti. Ogni stato considera legale ed illegale la prostituzione secondo limitazioni varie, ad esempio da noi, attualmente, è considerata legale il "servizio" ma parlando di "business" è illegale. Quindi è una barzelletta: una prostituta dovrebbe svolgere il suo mestiere gratis per non lucrare allo stato. Certo, come no, è così che funziona a voi come risulta? Ecco che il business mette in difficoltà: La legge è uguale per tutti.

Il punto è che, sappiamo benissimo che c'è un business in continua espansione, e tutti questi fiumi di soldi fa comodo a tanti soggetti. Ecco che quindi si cercherà di mostrare da un lato una indifferenza dell'argomento ma dall'altro lato non si prenderanno mai misure serie per contrastare questo business. Almeno fin quando questo business non verrà sostituito da un altro business. Quindi si alzerà sempre e solo un polverone sull'argomento, si andrà a condannare i "gestori" ad esempio, ma sono solo pedine di un gioco ancora più enorme, interessi che tra stati si intendono. Ma la La legge è uguale per tutti.

Il business delle case farmaceutiche? Tante cure che mai verranno messe alla luce se non si creano altre malattie che vanno a sostituire un determinato business, è la raltà. Il business dei migranti? Non pensate solo al tema caldo dei "clandestini" perchè siamo tutti migranti in corsa verso i nostri sogni. Il business del mercato cinese? Si chiudono negozi, ma i prodotti entrano tranquillamente, ci saranno degli interessi? E Il business del petrolio? Le emissioni, l'effetto serra, il surriscaldamento della terra, i cambiamenti climatici, stime su stime fatti da esperti che allarmano i stati mondiali narrando le gravissime condizioni che versa il pianeta e le conseguenze che ci saranno, a scapito di tutti noi, ma cambia qualcosa? Cambia che fin quando non c'è un nuovo business, non cambierà proprio nulla. Si faranno azioni, finte, per far credere che si sta facendo il possibile per il nostro pianeta, ma è solo polvere alzata per annebbiare la vista. Business vs La legge è uguale per tutti.

Il business dei stati. Quanto costa alla popolazione uno stato? Parliamo di miliardi annui. Il punto sta che per avere dei servizi nel nostro paese su tutti i fronti, dalla sicurezza, alle energie, ai trasporti, alla sanità, all'istruzione ecc devono essere coordinati dai ministeri, ed è giusto che ci sia un contributo della popolazione visto che tutti, usufruiamo di tutto quello che riguarda il pubblico. Ma il contributo, personalmente, lo ritengo "giusto" quando è finalizzato esclusivamente al servizio che si fa' per la comunità.

Ad esempio: se vado dal parrucchiere, pago il servizio che mi offre, non alle spese personali, dei dipendenti e della famiglia, per intenderci. Ma qui parliamo di un business enorme, contributi che versano 60 milioni di cittadini, non c'è bisogno di nessun conto per capire quante entrate ci sono annualmente. Quindi perchè non usufruire di questi contributi anche per spese extra?

Il punto è che la legge dovrebbe essere usata in maniera imparziale, ed è così. Ma nel momento in cui ci sono degli interessi di mezzo, business vari, ci sono leggi fatte su misura per tutelare quella sfera che dovrebbe essere considerata illegale. Ma allora, se viviamo in un mondo "anarchico" travestito in "democrazia", perchè essere ferrei ed applicare "la legge è uguale per tutti" nei confronti dei piccoli soggetti che non gestiscono niente del business reale? E' solo un buttare polvere negli occhi, usare quella ipocrisia per stendere un velo pietoso sulla realtà.

Ma, a noi, quanto ci fa comodo questo sistema così com'è? Ricordate: Lo stato siamo noi.

DomenickStyle

Siamo circondati di musica. La vita stessa è musica.

Quando parliamo di musica il pensiero subito finisce, e rimane, sulle canzoni. Il cantare rappresenta una forma d'arte. È esprimere messaggi sotto una forma diversa dal generico parlare.

Anche il parlare è un'arte, tramite il linguaggio si è capaci di trasmettere emozioni.

Gli animali comunicano tra di loro con un linguaggio, l'ascoltare di diversi suoni per loro sono come parole per noi. Anche gli animali sono espressione di arte.

Il singolo suono è un linguaggio universale, perché abbiamo la capacità di abbinarlo a una determinata cosa. Diversamente dalla musica che è un insieme di suoni che conducono la nostra percezione altrove.

Tutto questo è musica. L'ascoltare una persona che parla, il tono di voce, il timbro della voce, tutta musica che riesce a condurci facilmente a riconoscere le persone anche a occhi chiusi.

Noi siamo fatti di musica, dalle parole ai rumori che produciamo, siamo arte senza rendercene conto.

La musica è un insieme di suoni, potremmo definirli "rumore" perché nel momento in cui ascoltiamo un brano è come ascoltare il suono del mare, della città, della natura solamente sono suoni mescolati.

Fare musica significa riuscire a condurre l'ascoltatore in una determinata fase. Quando diciamo "questa canzone mi piace!" Significa che il suono della base musicale ci conduce mentalmente a una determinata fase che ci rilassa, o che ci fa riflettere meglio oppure ci fa suscitare qualsiasi sensazione.

Tutte percezioni che nella realtà le potremmo ritrovare stando in determinate situazioni, oppure andando in determinati luoghi o facendo determinate cose.

La musica, sostanzialmente, ci semplifica la ricerca di luoghi e situazioni per provare determinate emozioni o sensazioni.

Ma fondamentalmente siamo noi la musica.

Avete presente la sensazione di rilassamento quando ricevete un massaggio? Sostanzialmente chi esegue quelle determinate tecniche di massaggi, sta favorendo il rilassamento dei muscoli. C'è una spiegazione logica alla base, legata ad andare a sciogliere quei "nodi" muscolari e altro. E la musica?

La musica aiuta a stimolare emozioni, ma non esiste un "codice" preciso, parliamo di determinati suoni che possono far scattare in noi determinate reazioni, percezioni, sensazioni, emozioni, indistintamente dalla persona che ascolta.

Il suono della forchetta nel piatto, quando si mangia, avete presente? C'è chi non riesce assolutamente ad accettare quel suono, perché lo infastidisce, c'è chi addirittura lo irrita a tal punto da non resistere. Mentre c'è chi rimane indifferente. Stiamo parlando di un suono, immaginate una musica con un mix di suoni simili a quello della forchetta nel piatto.

In sostanza la musica è personale, non esiste una musica percepita allo stesso modo da tutti, perché ognuno di noi è unico, non esistono copie.

La musica non potrà mai morire fin quando esisterà vita. Ed è una cosa meravigliosa.

DomenickStyle

Quanti esibizionisti ci sono in questa società? Tra di noi ce ne sono tantissimi e non se ne rendono nemmeno conto. Perchè questa cosa?

In una società dove i rapporti sono ampiamente svolti tramite la tecnologia: chiamate, chat, piattaforme di diverso genere specifiche per ogni singola occasione, il web come un "supermercato virtuale" dove possiamo trovare tutto ciò che si cerca in base a categorie specifiche. Tutto questo mirato a semplificare quello che un tempo era il tempo che si dedicava nella realtà a trovare modi per dialogare e ampliare i rapporti sociali, adesso è tutto agevolato e semplificato.

Però con tutte queste semplificazioni, non abbiamo mai superato del tutto lo scoglio dell'essere vile. Non abbiamo i modi, ne sappiamo comportarci bene in determinate situazioni, non riusciamo a sfruttare in modo corretto i tempi per sviluppare un dialogo concreto ed esternare le nostre emozioni, ne tanto meno quello che realmente siamo.

Viviamo la nostra giornata come se fosse un film, un po' tutto surreale, con approcci, sorrisi e modi di dire solamente per farsi vedere bene e belli, e rendendo tutto questo: normale.

Siamo un po tutti attori e attrici di se stessi.

Come non può derivare l'esibizionismo in queste condizioni? Nemmeno ce lo poniamo il problema, pensateci. Quando vi annoiate cosa fate? Prendete il telefono, sfogliate le pagine, i social e le varie piattaforme, anche a vuoto, in cerca di qualcosa di interessante. Tutto questo serve giusto per far trascorrere quel tempo necessario per arrivare a una nuova fase della giornata, per poi ricominciare la stessa cosa.

Siamo scappati/scampati, dalla nostra occasione di goderci la realtà, quel mondo dove ci sentiamo deboli.

E quando usciamo? Anche se stiamo in compagnia, arriviamo a quel punto, che si vanno a creare quei momenti in cui non c'è più nulla da dire. E cosa si fa'? Si prende il telefono e si inizia a sfogliare le pagine a caso. Il nostro vero amico risiede li.

E' tramite questa tecnologia che noi troviamo il nostro rifugio in qualsiasi situazione. E' tramite queste piattaforme che ci rispecchiamo per quello che siamo realmente, ci divertiamo e stiamo bene a tal punto, che in maniera naturale, tramite queste piattaforme, usiamo l'esibizionismo per andare alla ricerca di nuovi rapporti sociali. Come succederebbe nella realtà.

I dialoghi sono molto più corposi e pieni di contenuti, mettendo in mostra tante sfumature che risaltano la nostra personalità, si sviluppa addirittura una "maturità" virtuale che riesci a muoverti e parlare in maniera diretta arrivando al dunque.

Mentre dal vivo i tempi sono molto più rallentati, i dialoghi sono ristretti e poveri di contenuti, e i sentimenti vengono nascosti o mascherati dietro a finte reazioni per esternare un esibizionismo spinto a farsi notare ed accettare dalla massa.

Tutto questo avviene perchè non si vive a proprio agio, si vive in una fase dove tutti sono "eterni bambini", non si riesce a oltrepassare quei muri per avere dei rapporti sociali e reali senza l'ausilio della tecnologia. Quando si esce si convive col timore di essere giudicati e ci si spinge a fingere, esibendosi e adeguandosi come vuole la moda e la massa. A volte sembriamo "turisti" nella nostra stessa città.

Siamo persone vile nascoste dietro all'esibizionismo.

Ecco quindi che a ogni occasione in cui capita di partecipare e vivere, invece di concentrarsi condividendo emozioni con chi abbiamo vicino, ognuno si mette a fare selfie per immortalare momenti e condividerle in tempo reale col mondo virtuale.

Sono pochi attimi che si utilizza è vero, c'è chi fa quella foto, la condivide e posa il telefono. Ma con questo, non ci rendiamo conto che così facendo abbiamo messo noi stessi e il rapporto reale in secondo piano. Abbiamo dato precedenza alla realtà virtuale. Anche se non lo ammettiamo, infondo ci preme questa cosa, infatti dopo questo atto, ci sentiamo placati, come se ci avessimo levato quel sassolino dalla scarpa, quel pensiero, siamo sicuri che avremo delle approvazioni dal web tramite il nostro esibizionismo.

L'esibizionismo è diventato un dovere, per soddisfare se stessi e allo stesso tempo per sentirsi accettati dalla massa. Si trae facilmente giovamento con questo esibizionismo, perchè dal vivo si ottiene l'approvazione da una persona o da un gruppo di persone, tramite il virtuale è tutto ingrandito all'infinito. Ed è questo che da' quella forza di continuare con l'esibizionismo.

Insomma se cerchi la gloria, quel cercare di affermare la tua superiorità nei confronti di qualsiasi cosa tu voglia, quello di dimostrare di poter andare oltre ogni limite, tutto questo si materializza nell'esibizionismo.

Ovviamente in tutto questo che ho detto, non c'è nulla di positivo, personalmente ritengo che non c'è da prendersela con i mezzi a disposizione, e con queste tecnologie, perchè comunque l'evoluzione è una cosa importante. Ma quello che non ritengo sano è il portarsi all'estremo. E' questo che causa danni. Come per qualsiasi altra cosa, ad esempio: il bere, il fumare, le ideologie di qualsiasi campo, il mangiare, il divertirsi insomma qualsiasi cosa riguarda questa vita, estremizzandola porterà sempre a gravi conseguenze.

E già la storia ci insegna cosa porta l'estremismo, non abbiamo bisogno di provare.

DomenickStyle

 

Qualcosa nell'evoluzione dell'umanità è andata storta di sicuro. Oppure per volere di qualcuno:

"questa evoluzione non s'ha da fare, ne domani, ne mai"

Di cosa sto parlando precisamente? Parlo della mancata evoluzione riguardante le condizioni di vita delle persone e del mondo, in generale. Tutti lo sappiamo, ma si cerca di sotterrare e di evitare, per timore dei poteri forti o perchè, infondo, a noi ci sta bene infondo così, perchè il problema non tocca il personale.

Durante le guerre mondiali, c'è stato un avanzamento di tecnologia pazzesco, passando dalla trincea agli aerei da guerra. Certo tutto questo piombo non serve per sopravvivere, però dopo questa fase, nella ricostruzione c'è stato un avanzamento che è andato a cambiare le condizioni di vita, introducendo tecnologie inesistenti prima, i macchinari nelle fabbriche, la famosa catena di montaggio, introducendo gli elettrodomestici in casa, insomma tutta un'evoluzione che non sto qui a narrare perchè lo sappiamo benissimo. Ma qual'è il punto?

Oltre a questo avanzamento seguito dell'emancipazione su tanti aspetti, avvenuta costantemente nel tempo, infondo presenta diversi temi che, guarda caso, vengono ignorati, quindi tutto questo potenziale in realtà, secondo il mio punto di vista, non viene per niente sfruttato fino infondo.

E perchè non viene sfruttato? Perchè i grandi poteri che gestiscono e controllano questo mondo (politiche - mafie - religioni) vanno a puntare sempre su tutto quello che riguarda e crea il "business". Ma quando si va a parlare di evoluzione che tocca quel business, mirando a modificare o addirittura annullare, allora si corre ai ripari. I grandi poteri in questo caso cercano di sotterrare la diffusione di determinati pensieri, perchè andrebbe a sconvolgere quel flusso economico.

Passo agli esempi, in modo tale da inquadrare quello che sto dicendo. Avete mai pensato, con le scoperte e tutti i vari sviluppi che ci sono stati nei diversi campi scientifici in generale, non si è ancora arrivati trovare quel sostituto valido e definitivo, del prestigioso petrolio?

Non ci credo, e qualsiasi cosa si dica, non ci crederò mai. Parliamo di 100 anni di storia del petrolio, 100 anni di inquinamento costante e progressivo nel tempo, 100 anni di morti a causa di questo. Ma cosa significherebbe sostituire il petrolio? Lo stato più ricco del mondo (no, non parlo dell'America), il Qatar (lo so, il nome ricorda qualcosa, non vi sbagliate!) senza la sua principale fonte di guadagno (il petrolio) che fine farebbe? Gli Emirati Arabi? E tutti quei stati che sfruttano le piattaforme petrolifere? (Stati Uniti, Canada, Arabia Saudita, Cina, India, Indonesia, Australia, Sud America, Regno Unito, Norvegia, Africa, Kazakistan, Iraq, Iran, Azerbaigian, la lista è pubblica nel web.) Si andrebbe a creare una reale e seria crisi mondiale, esattamente: la terza guerra mondiale.

Si bloccherebbe tutto, senza petrolio non ci sarebbe più alcun tipo di produzione, e tutti noi entreremo in una crisi mentale, le macchine si bloccherebbero, le fabbriche si fermerebbero, la vita quotidiana rallentata, bloccata, aerei fermi, treni fermi, buss fermi, tutto fermo. Quindi si arriva a pensare che, infondo ci fa comodo questo sfruttamento del petrolio, e ci aggiungiamo una frase a effetto: la vita va vissuta nei migliori dei modi.

E le energie? Cioè noi paghiamo per le infrastrutture, le concessioni e ovviamente le tasse, per avere la corrente elettrica. Ma al di fuori di quello che ne traggono i grandi poteri da noi "plebei", di per se questa energia, davvero ha un costo? dopo oltre 100 anni di storia, non si è ancora arrivati, ad esempio, creare un'alternativa reale e consistente al nucleare? Diciamo che il discorso è identico a quello del petrolio. Lo so che ci sono le energie alternative, ma parliamo di energie che per i tempi che corrono, con la tecnologia e le risorse a disposizione, veramente non c'è una reale intenzione da parte dei grandi poteri a introdurre.

E potrei continuare all'infinito con altri argomenti simili? In questo mondo esistono menti in grado di creare cose assurde, scienziati di altissimo livello, eppure a determinate cose si va oltre, lasciando tutto così com'è. Com'era 100 anni fa.

Tutta una strategia di marketing. E' noto a tutti l'impatto ambientale che si sta verificando, ma si lotta poco, ansi quasi per niente, perchè gira tutto intorno a questo concetto: se non ci fossero i problemi, non avrebbe senso mettere a disposizione delle soluzioni. Quindi, infondo, siamo un po' tutti corrotti, non solo chi sta ai vertici dei grandi poteri, ma anche il più piccolo, perchè ci mangia.

Si fa "business" sulle malattie, penso ai tumori e tutte quelle malattie che ancora, inspiegabilmente, non esistono soluzioni. Sulle disgrazie, penso che quando avvengono determinate sciagure con popolazioni sofferenti e i grandi poteri a pensare le burocrazie seguendo regole e leggi nei salotti. Penso a tutto l'impatto che subisce l'atmosfera, animali che si estinguono e un territorio brutalmente sfruttato per creare e far girare l'economia.

Penso che tra tante evoluzioni ci siamo dimenticata quella più essenziale: l'evoluzione umana.

Evoluzione a convenienza.

DomenickStyle

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Tecnologia e Mondo Online

Tecnologia e Mondo Online, la rivoluzione che ha cambiato la storia dell'umanità. Sembra un film, ma parliamo della realtà, la stessa che difficilmente viene accettata da tutti. C'è sempre quella parte di popolazione "conservatrice" che ripudia questa evoluzione, questo "nuovo" e non riesce ad accettare il cambiamento e quindi di conseguenza, non favorisce la tecnologia e il mondo online remando contro. Ma per quanto si voglia remare contro al cambiamento, questa tecnologia piace, stuzzica e attrae, agevolando e favorendo nel nostro quotidiano i nostri bisogni e le nostre esigenze, su tutti i piani, quindi di conseguenza si auto-impone da sola l'aria del cambiamento. Ovviamente tutto questo porta a cambiare modo di vedere le cose e non solo, come dicevo fa parte del nostro quotidiano, infatti la tecnologia ha portato a sostituire o addirittura a estinguere determinati mestieri. Ad esempio, il famosissimo Blogger non è nient'altro quello che un tempo di professione era uno scrittore, un poeta, un filosofo, un professore che tramite un libro diffondeva una sua linea di pensiero o la sua cultura dando una voce all'umanità. Il Blogger ha sostituito quelle figure, anche se non è facile da accettare da chi vuole rimanere aggrappato ai vecchi schemi, ma attualmente è molto più semplice e rapido esprimere pensieri scrivendo su un blog, mettendo alla luce le proprie doti, in maniera libera e sopratutto facilmente divulgabile online, arrivando in tutti gli angoli del mondo, dando opportunità di interagire direttamente alla critica e all'opinione pubblica. Addirittura i stessi blog sono stati in gran parte messi allo scuro e sostituiti da quelli che sono le "piazze online" i famosissimi social, in cui chiunque può scrivere, e non solo, pensieri brevi o storie di qualsiasi genere. Immortalare un determinato momento, con una fotografia, anche qui c'è stata un'evoluzione che ha portato al mondo della fotografia, quella manuale, a una crisi senza ritorno. Attualmente chiunque ha la facoltà di cimentarsi con la fotografia, anche professionali, creando delle vere e proprie opere che un tempo era immaginabile ottenere risultati del genere in maniera istantanea. L'evoluzione ha toccato tutto ciò che è Arte, non dimentichiamoci la musica, quella che un tempo era per pochi, per quelli che riuscivano a farsi conoscere girando il mondo, iniziando da piccoli partecipando a tutti gli eventi del paese, arrivando a uscire fuori dai confini della città, viaggiando all'estero, gli eventi e i concerti dell'epoca che servivano spesso a sponsorizzare e lanciare nuovi volti dello scenario musicale, insomma attualmente si è semplificato tutto grazie a questa tecnologia e mondo online. Chiunque si sente capace e ha voglia di cimentarsi in qualcosa di nuovo può sperimentare usando questa tecnologia e mondo online, la musica è cambiata proprio con la diffusione istantanea online. Attualmente un artista vende molto di più online che, come un tempo, affidandosi solamente ai dischi, lo streaming ha cambiato la faccia del mondo musicale e non solo, anche dei media e delle tv. Se il teatro si è evoluto nel cinema e nelle televisioni, queste ultime sono sostituite sempre da queste tecnologie e mondo online, dove troviamo le informazioni istantanea di qualsiasi genere, la comunicazione è agevolata, addirittura i grandi esponenti del mondo politico, oppure i stessi artisti di fama mondiale, mandano messaggi online per comunicare pensieri o dichiarazioni varie, sostituendo anche qui quello che un tempo era la posta, le lettere, i media i giornali le riviste ecc. Insomma andando oltre alle solite cose che si sentono in giro e da chi non piace questo mondo online, buttando avanti una visione e tutti lati negativi che può portare all'uso eccessivo della tecnologia, come lo è per qualsiasi cosa, personalmente possono essere un convinto sostenitore e favorevole di queste tecnologie e del mondo online, all'emancipazione, al superamento di quei muri che un tempo esistevano per mancanza di mezzi e purtroppo erano invalicabili, a tutte quelle barriere sociali e culturali, spesso fatte di credenze popolari e non solo, che portano a limitare i pensieri e l'espressione dell'essere umano. Non fermiamoci mai all'evoluzione, e allo stesso tempo, non dimentichiamo mai di essere degli esseri umani e che nessuna macchina potrà mai essere perfetta tanto quanto noi.

DomenickStyle

Vita e Morte

Vita e Morte, sono due parole, due temi, che col tempo stanno perdendo quel reale significato, arricchendosi di altri valori, col fine di venire sfruttati esclusivamente per motivi economici. Vi domanderete, di cosa sto parlando esattamente? Quello di cui voglio parlare riguarda il fatto che tutti noi non pensiamo affatto, e spesso non diamo nessun valore, ne alla Vita ne alla Morte. Di certo questi non sono temi da parlarne a tavola o seduti a un bar, ma quello che voglio evidenziare è la riflessione a rigaurdo di questi temi, che deve essere fatta ed è importante, perchè va a costituire la nostra persona, la nostra maturità, ci rende più umani. La Vita è quella che ci viene donato prima della nostra nascita, per un volere dei nostri genitori, che oltre un "volere" è il risultato dell'unione, dell'Amore , a prescindere dalle situazioni intorno che possono variare dalla presenza di entrambi i genitori, oppure i casi di adozione che è un altro tema molto delicato ma non è di questo che voglio trattare. Noi siamo liberi di credere e intraprendere qualsiasi cosa che riteniamo giusta, ma non dobbiamo mai dimenticare chi ci ha dato la possibilità di vivere questa vita, la nostra vita, questo è un ragionamento che rappresenta le fondamenta della nostra persona, fare una riflessione su questo significa concretizzare quella maturità personale, che va oltre le apparenze, e prendere coscienza di se stessi, il perno principale ruota tutto intorno al volersi bene per davvero, per ciò che siamo, a prescindere da come ci vedono gli altri e alle apparenze e tutte quelle cose materiali che spinge la società, è per l'Amore che hanno messo i nostri genitori, non dimentichiamo mai che la Vita è un dono. Ovviamente determinate cose si comprendono per davvero vivendole come esperienze: possiamo immaginare, possiamo provare a percepire le stesse sesazioni, ma non si comprende bene fin quando non si è realmente genitori, così vale per qualsiasi altro argomento. La Morte, non è di certo un bel argomento questo, ma come esiste il bianco e il nero, il bene e il male, lo yin yang, ritroviamo la Vita e la Morte. E' purtroppo una verità, la Morte è un dato di fatto che esiste e tutti noi ne siamo consapevoli, la nostra esistenza è un "passaggio" per poi arrivare a quel limite, che poi a seconda delle culture e religioni ci sono tante teorie, ma non sono interessato ad accentrare l'argomento intorno a queste cose. La riflessione della Morte tale e quale come la Vita ha praticamente lo stesso peso, solo che nel primo caso la Vita ce l'hanno donata i nostri genitori con Amore, la Morte ce la tolgono? No, il discorso non fila, ovviamente non è così perchè la nostra Vita è indipendente, siamo solamente noi i padroni della nostra persona, delle scelte e di tutta la nostra Vita, però al di fuori di culture e religioni, se la Vita è un dono fatto con Amore per scelta, la Morte visto che è un dato di fatto diventa quel motivo per cui bisogna Vivere al meglio tutto ciò che vogliamo nel nostro presente e futuro, quindi il realizzare i nostri desideri per sentirci completi, fino a quella "soglia" della Morte: in questa Vita siamo noi che creiamo il nostro presente e futuro non ve lo dimenticate mai. All'inizio ho introdotto l'argomento dicendo che Vita e Morte"vengono sfruttati per fini economici" e direte: in che senso? Purtroppo la mentalità di materializzare tutto, per dare quel valore, per monetizzare e per guadagnarci su non ha nessuna barriera, non conosce razze, culture, colori, moralità, sentimenti, nulla di tutto questo, e arriva a toccare qualsiasi cosa che riguarda il vivere e la Vita. Se fate mente locale, la Vita è sempre messa in discussione, come la Morte, è tutto un tentativo di strumentalizzare l'argomento per fare in modo da manipolare i pensieri della massa. Prendete come esempio la famosa moda "Dark" che insieme ad altre mode l'ho argomentata nella pagina Style, è una moda "ispirata" proprio alla Morte, è tutta in bianco e nero, sopratutto il nero proprio come simbolo della Morte, vengono messi in risalto ambientazioni gotiche, ma la tendenza è sempre spinta a usare luoghi oscuri, misteriosi come i cimiteri, le tombe e tutto ciò che riguarda la Morte. Questo non è strumentalizzare? Così la Vita, è un continuo bombardare per indirizzare la massa a pensare determinate cose, e spesso per creare quell'economia si usano strategie da marketing: creare problema per proporre la risoluzione, per poi ritornare a un altro problema e così continua all'infinito il cerchio. Già l'ho usato altre volte questo esempio, purtroppo è alla base di tutto, ed è tutto questo strumentalizzare che spinge a dimenticare il reale valore della Vita e della Morte, levando di torno tutte le visuali e le mode che ci impongono e ci spingono ad adottarle come se fossero una necessità, una componente essenziale alla nostra esistenza, non è così. Siamo stati messi al mondo per vivere la nostra Vita liberi, valorizzando ciò che siamo, perchè rendetevi conto di essere umani e non macchine, siamo ognuno diverso dall'altro, siamo tutti unici e inimitabili al mondo, e poi ci ritroviamo, per inganno, per moda, credenze e culture, ad auto-incatenarci da soli, creando quei problemi come vuole la legge del marketing, per trovare soluzioni. Purtroppo spesso queste mode si estremizzano al tal punto da diventare un pericolo, perchè il perdere la percezione della realtà, di noi stessi, del valore di queste cose, ci spinge a fare azioni che non hanno morale, non hanno significato, e non sono utili a nessuno, nemmeno a se stessi. Il mio messaggio è: date valore alla Vita e a voi stessi, voletevi bene per davvero, e la Morte non è nient'altro quel motivo che deve spronarci a essere migliori di quello che siamo, sempre, è quel motivo per spronarci a non fermarsi mai, davanti a nulla, è il motivo che dobbiamo sorridere sempre perchè adesso comandiamo noi e siamo Vivi.

DomenickStyle

Immigrazione, Volontariato, Politica: ITALIA!

Immigrazione, Volontariato, Politica: ITALIA! Ormai leggo in giro, sui social, tanti commenti e articoli di tutte le maniere, e gente che strumentalizza, volontariamente e involontariamente, fatti quotidiani di cronaca e non solo abbinandoli a colori di politica che di fatto, personalmente, non ci trovo nulla in comune. A prescindere, voglio specificare in partenza, che non voglio assolutamente parlare di politica, la nomino solo ed esclusivamente per evidenziare un concetto: che determinati argomenti dovrebbe partire proprio dalla popolazione che si ritiene educata e civile, una lotta volontaria a mantenere NEUTRO un determinato argomento sociale. Voglio iniziare dalle iniziative volontarie che ci sono in giro nel nostro paese, che tanto di cappello faccio i miei complimenti e spero che continuino, però voglio fare un po' l'acido(altrimenti sempre dolce non va bene): continuo a vedere sempre e senza sosta e insistentemente tutte iniziative (volontarie) per questo tema dei migranti, come lo era poco tempo fa gli omosessuali, che meritano assolutamente attenzione e sono favorevole a queste iniziative per aprire la mente di tutti, ma ho la sensazione che ci dimentichiamo e mettiamo da parte i problemi Italiani? Perchè io ho questa sensazione, brutta, che questo continuo strumentalizzare gli argomenti, la gente si sta lasciando distrarre ed allontanare da quelle tematiche fondamentali e che richiedono visibilità nella nostra società. Penso alla gente senza casa, a causa di terremoti, debiti, licenziamenti, gente senza soldi, gente che si ammazza, leggi che personalmente ritengo obsolete e che dovrebbero essere riviste o addirittura abolite, chi ha perso lavoro, giovani che sognano un lavoro mettendosi in gioco e facendo spesso cose assurde, come i concorsi pubblici che spesso hanno delle modalità di selezione che ritengo assurde, prive di senso e sopratutto per niente meritocratici. Sensibilizzazioni che dovrebbero essere fatte ogni giorno per cercare di aprire la mente a 360° su tanti temi, non solo quello degli omosessuali, senza ombra di dubbio importantissimo, ma andare anche oltre agli ormai classici temi come il razzismo, l'omofobia ecc si dovrebbero mettere alla luce con costanza e forza, da tutta la popolazione, da volontariati temi importanti oltre a questi, come quello della prostituzione, che alimenta una evasione fiscale pazzesca, degli abusi e violenze assurdi, abusi che partono in prima linea da tutti noi, spesso e volentieri insultandole inconsciamente e ignorando una categoria sociale, che non ha ne diritti ne protezione ne voce in capitolo, proprio come i migranti, i zingari, per poi finire tra le categorie più debole della nostra società, che sono i disabili(quelli veri), gli anziani, i bambini ecc. Ma non finiscono qui le iniziative che si potrebbero creare e dovrebbero essere temi centrali della società, ci starebbe ad esempio: la promozione del territorio, dei beni presenti in ogni città metropolitana, delle periferie e sopratutto i paesi circostanti, che spesso si mette sotto i riflettori i punti dove maggiormente si concentra la movida e il turismo, le politiche sopratutto si fermano unicamente in quei punti perchè sono considerati "fonti sicure di guadagno" e ignorando completamente le periferie, lasciandole al degrado, isolando e rimanendo allo scuro i paesi e tutti i patrimoni artistici e culturali presenti all'interno dei paesi.  L'introduzione di nuove tecnologie, partendo dalla diffusione delle notizie che arrivano dal mondo, perchè noto che manca proprio l'informazione, non tutti sanno usare internet e chi lo usa non è detto che si mette a cercare nel mondo le tecnologie e i cambiamenti che ci sono, perchè non creare iniziative, volontarie, in cui si presentano tecnologie nuove, tanti mezzi che potrebbero aiutare a semplificare la nostra vita, potrebbero venire incontro ad aiutare a risolvere problemi che riguarda la comunità, potrebbero creare lavoro e tante altre cose, perchè manca questo? E' mancanza di volontà, interesse o si vuole semplicemente ignorare volutamente? Parlando del concetto  facile e semplice, ma che spesso noto una totale mancanza delle basi, è l'avere cura del territorio, perchè non introdurre, ad esempio: più iniziative di pulizia dei mari, dei fiumi, delle strade, piazze, non solo del centro città, ma anche le periferie, i paesi, non sarebbero delle iniziative volontarie che terrebbero impiegati dai più piccoli a quelli più grandi? Magari creando anche opportunità lavorative, senza colori e politiche. Avere cura del verde pubblico, introdurre un sistema in modo da agevolare il verde, che spesso manca nelle città e che fa solo bene a noi e al pianeta, dove sono queste iniziative? Lotta contro l'inquinamento, ormai sembra diventata una cosa scontata che ne parla solo la politica, ma la gente? Volontariato che introduce o almeno mette a conoscenza la gente dei strumenti nuovi che potrebbero contrastare l'inquinamento, che è vasto come argomento ma sopratutto devastante per la vita su questo pianeta. Iniziative di volontariato per valorizzare ciò che abbiamo, in modo tale da dare più un senso di "rispetto" verso questo patrimonio presente sotto i nostri piedi, che può essere una chiesa o una stazione, e personalmente penso che ciò che rovina e da un brutto esempio, al di fuori della mancanza d'iniziativa da parte della popolazione, è il concetto che tutto è "gratis", come le strutture pubbliche, non ci sarà mai un vero rispetto, partendo dai più piccoli ai più grandi, ad esempio nei confronti delle strutture scolastiche o pubbliche come le stazioni, le metro: fin quando è tutto gratis, statale, si pretenderà sempre che una persona terza andrà li a pulire e riparare i danni e la sporcizia che senza ritegno, spesso, viene lasciato, e siamo tutti protagonisti di questa cosa, a prescindere dall'età e dal ruolo che si ricopre nella società. Migliorare un po' la visione Italiana per quanto riguarda il "legale" visto che spesso si confonde questa parola con "libertà", quindi si finisce ad acquistare cose in nero, vedendolo da qualcuno, questo sistema di evasione in nero come strumento di fuga per "campare" e quindi per la "libertà" personale e della società (assurdo come visione!), come spesso questa evasione accade sotto gli occhi di tutti, nel silenzio totale, ai mercati e non solo, ma il peggio si vede poi quando la gente (che la definisco incosciente e che non da peso alle parole) iniziano a pretendere di forza i "servizi pubblici", magari parlando di "patrimonio pubblico", cercando di buttare la polvere sotto al tappeto, ignorando che la mancanza di fondi è anche causa nostra e della nostra mentalità. (Popolo e Stato sono la stessa identica cosa, lo Stato<>Popolo ha i soldi, ma esiste anche un fondo). Problemi inerenti alla burocrazia, sembrerà banale, ma questa macchina burocratica così complessa porta a stress e di conseguenza la soglia di sopportazione si accorcia, quindi ci servirebbe un'informazione e divulgazione proprio di questi messaggi, per prendere iniziative che portino a migliorare la qualità della nostra vita quotidiana, ad esempio: il giro infinito che una pratica deve fare tra uffici e ministeri, anche la più banale, ma allo stesso tempo può venire, durante il suo percorso, bloccata da una legge che rimanda indietro la pratica per ricominciare tutto da capo, oppure che deve essere convalidata facendo altri giri, quindi ulteriore spesa di tempo a discapito di chi aspetta, e non vedo nessun volontariato in giro, che invita a prendere iniziative per emancipare o per migliorare questa macchina burocratica. Tutto questo che sto dicendo non sto pensando e non c'entra nulla con la politica, sto facendo discorsi da essere umano, amante della pace e della libertà d'espressione. Per quanto riguarda il tema molto attuale sui migranti, credo che sia il più altamente sfruttato e strumentalizzato, addirittura esistono più "organizzazioni volontarie" per questo tema, che centri di informazione e di iniziative di tutti i temi che ho elencato fino a ora: come mai? Non voglio approfondire, perchè si finisce di parlare di economia e politica, e non sono per niente interessato, voglio andare al concetto base: un Italiano che scappa da questa terra, in cerca di lavoro o per altri motivi, è una cosa positiva? Non credo proprio. La destinazione in cui arriva, deve essere accettato nella giusta maniera e con le regole e cultura del territorio, ed è giustissimo così. Ma quell'Italiano che è scappato all'estero, non credo minimamente che abbia "formattato" la sua memoria, dimenticandosi le sue origini, la sua famiglie, i suoi amici, i primi amori, le prime esperienze ecc. E' una battaglia persa su due fronti: dal fronte del luogo, dello stato/popolo, che mette in condizione che un soggetto deve fuggire dalla sua terra di appartenenza. E poi c'è il fronte del soggetto che si ritrova i quelle condizioni, e non esiste oro al mondo che possa colmare un dolore e una ferita che si porta dentro. Perchè sto dicendo questo? Lo sto dicendo perchè il volontariato e le iniziative nei confronti di queste persone che hanno bisogno di soccorsi, l'aiuto concreto sarebbe quello di ritrovare la dignità, un futuro, e impedire che avvengano queste emigrazioni disperate. Perchè personalmente, ogni volta che mi ritrovo un ragazzo che mi pulisce il vetro della macchina al semaforo, oppure fuori al supermercato che si mette umilmente a disposizione ad aiutare a portare la spesa in macchina, oppure che si mette a gestire il parcheggio delle macchine che escono ed entrano, è la prova concreta che abbiamo fallito come UMANI, come "civiltà" (presunti civili). Tutto ciò che per noi è considerato normale non lo è per queste popolazioni, ne tanto meno è presente nelle terre d'origine. Quindi il fallimento sta in questo concetto: quando partono per venire da noi, o in altri luoghi, si è falliti come popolazione che si ritiene "civile", e le battaglie non si vincono aiutando chi scappa dalla sua terra, ma si vincono aiutandolo per non farlo scappare, per dargli forza a lottare contro un sistema che l'ha messo in condizioni di fuggire. Ognuno di noi ha la propria visione del "giusto" e "sbagliato" ovviamente, ma quando parliamo di diritti umani, di vita sociale e tutti questi temi che ho citato, dovremmo agire nel bene di queste popolazioni, e il primo bene è quello dell'informazione, di guardare la realtà, di stare con i piedi a terra e di pesare le azioni che si fanno, ma sopratutto ci vuole l'emancipazione mentale. 

volontariato

vo·lon·ta·rià·to/

sostantivo maschile

  1. 1. Servizio volontario nelle forze armate di uno stato o in una formazione militare o paramilitare.
  2. 2. Ogni prestazione di lavoro, gratuita o semigratuita, fatta al fine di acquisire la pratica necessaria allo svolgimento di un'attività professionale o di un lavoro e il relativo titolo di riconoscimento.

Tutto deriva da "Volontà", oltre le parole ci sono i fatti. Ma davvero ritenete che la politica sia così fondamentale? Fin quando si passava dal re e dalla regina a un sistema democratico, visto che era un momento di passaggio e non era facile concretizzare il cambiamento, visto che come è noto sicuramente a tutti c'era l'analfabetismo totale, quindi c'era bisogno per forza di un punto di riferimento, di un leader, di una guida per l'introduzione e il funzionamento di un sistema democratico, scrivendo, grazie a una assemblea costituente appunto, delle leggi base ed eque per tutti (la nostra costituzione 2/06/1946). Ma adesso bisogna svegliarsi, siamo nel 2018 con un avanzamento culturale, non credo che c'è bisogno di un ipotetico "terzo" che può essere una persona, un governo sotto un determinato colore, simbolo o altro, per dire queste cose che sto scrivendo.  Sono convinto che in una epoca come questa non c'è più bisogno di "colori politici" ne di "etichette", sono tutte cose che ci limitano in un cerchio e ci obbligano a rimanere a seguire delle determinate idee. Questo è per me strumentalizzare, il cercare di rimanere vincolati in un gruppo, è il cercare di alimentare quella mentalità conservatrice, per evitare l'emancipazione, e quindi il semplificare e l'andare incontro ad altre tematiche. Tutto questo lo vedo assurdo, ma allo stesso tempo noto che ancora parecchi non l'hanno percepita questo concetto tra l'essere conservatori ma aprendosi alle nuove iniziative, all'evoluzione in positivo della società, aprendo nuovi capitoli che migliorano qualitativamente tutto il sistema e se stessi. Ma allo stesso tempo questi stessi soggetti, vittime il più delle volte da chi politicamente ci vuole in un recinto per essere gestiti a dovere, si domandano: perchè siamo fermi? perchè non c'è quella evoluzione che esisteva un tempo (anni 70/80)? perchè facciamo così fatica ai tempi attuali vivere serenamente? Semplice, le sapete le risposte le abbiamo davanti agli occhi ogni volta che prendiamo uno smarphone o guidiamo una macchina ibrida o quando acquistiamo come se fossimo in un supermercato, qualsiasi oggetto o altro utilizzando un tablet, trasferendo somme di denaro da un conto a un altro, per rendere l'idea del perchè si soffre: è come se avessimo una qualsiasi macchina moderna ma col finestrino che si cala manualmente, oppure avere una promozione con 30gb di internet, ma la scheda in un nokia 3310, penso di aver reso l'idea no? Abbiamo la tecnologia che ci permette di stare in comunicazione in tempo reale col mondo, ma preferiamo usare il cartaceo per ogni singola pratica e appesantire con mille burocrazie, spendendo soldi tra l'altro. Abbiamo sistemi tecnologici che potrebbero tenere in sicurezza e controllare le nostre città, paesi, eppure affidiamo tutto nelle mani delle nostre forze dell'ordine. Ci fanno vedere in tv satelliti artificiali che girano intorno alla terra nello spazio, e robot che camminano su marte, e ancora facciamo guerre per il petrolio. Io vedo che fa molto comodo a queste persone "terze" manipolare, con colori, simboli e chiacchiere chi è rimasto fermo nella sue credenze da "bravo" conservatore senza accettare l'evoluzione, proprio come vogliono gli altri. Quindi parliamo ancora di razzismo, di xenofobia, di omofobia, di tutte queste violenze, cercando di creare il più possibile questi problemi, perchè parliamoci chiaramente: senza questi problemi nelle società, poi si darebbe spazio all'evoluzione. SVEGLIA!!!!

Stagioni

Le Stagioni sono una delle massime espressioni artistiche che la natura ci regala ogni anno. Quante volte, nel cambiamento tra una stagione e la'latra la natura ci ha incantati o, addirittura, meravigliati con la comparsa di un bellissimo arcobaleno dopo aver piovuto? E' uno dei tanti fenomeni che avvengono e che la natura nel suo vastissimo ecosistema ci regala. E' tutto coordinato, ed è una meraviglia ammirare tutti i cambiamenti e l'evolversi delle cose in questo grande ciclo. Ma io voglio soffermarmi proprio sulle stagioni, perchè l'uomo dalla natura ha appreso tante cose, ma non esiste un limite, perchè la natura sul piano di coordinamento (tutti i cicli vitali che riguarda la natura in se, in base al clima e le abitudini e tutte le varie misure di precauzione, come proprio l'evoluzione in se del mondo degli animali, insetti e di chi abita nel mondo marino) è impeccabile, e proprio in quel suo "silenzio" invita l'uomo a osservare per apprendere nuovi concetti utili per se stesso ma anche per l'intero sistema. Purtroppo siamo arrivati a una tale evoluzione che spesso ci allontana dal sentirsi parte integrante di tutto questo sistema naturale, e spesso e volentieri il fatto di vivere materializzando tutto e abituandosi "all'artificiale", perdiamo quel senso di appartenenza alla natura, al punto tale di non riuscirla più a rispettare, o meglio perdere quella sensibilità nei confronti della natura arrivando a mettere alla luce pensieri e modi di fare che tende a distruggere o annullare in parte l'ecosistema naturale. Tutto ciò non solo porta a conseguenze brutte, per la natura, ma a danni irreversibili per l'uomo, basta pensare a tutti i fenomeni devastanti che avvengono durante le stagioni, dal caldo e siccità pazzesca,  ad animali che muoiono disidratati, o al freddo estremo, che provoca altre vittime e danni, allo smontamento dei ghiacciai che provoca conseguenze enormi e pericolose all'uomo, come maremoti, l'emigrazioni di tante specie animali con brutte conseguenze, smontamenti del terreno, che causa danni pesanti alle popolazioni che vivono ai piedi delle montagne, colline e altre numerose e gravi conseguenze derivanti da ciò che non è naturale,  lo smog o al troppo utilizzo del terremo tramite coltivazioni estreme, lo spreco dell'acqua che è un bene dell'umanità indispensabile per la sopravvivenza, a tutti i rifiuti vengono versati nelle acque, i prodotti chimici che usiamo quotidianamente in cucina e non solo. Come ho detto tutto questo deriva dalla materialità quotidiana, che l'uomo stesso si è creato per raggiungere una sua perfezione, quasi come a sostituire la sua identità con la natura stessa, ponendo uno stile di vita dove tutto è alla portata di mano (come i frutti e gli ortaggi che sono a disposizione a prescindere dalle stagioni, o alla creazioni di laghi, la modifica di corsi di fiumi ecc) , senza considerare che noi deriviamo da questo sistema naturale e perdere l'identità d'origine significa distruggere la vita esistente. Questo concetto, purtroppo, in passato non è stato rispettato, e ai tempi attualmente stiamo pagando gravi conseguenze che si riverserà in futuro, spingendo a prendere delle grosse misure di prevenzione e sicurezza varie. Dunque per concludere ho voluto inglobare questo articolo nella pagina Arteperchè, personalmente, trovo che non esiste forma d'arte più bella della natura. Voglio mettere in evidenza le stagioni (visto che con tutti i danni prodotti dall'uomo il clima si sta modificando col tempo) e le sue bellezze, e i frutti e verdure che ci offre, dividendole per stagione, in modo tale da capire quando possiamo veramente assaporare un frutto nel suo periodo naturale di appartenenza, anche se ormai riusciamo a trovare qualsiasi frutto e verdura in tutto l'arco dell'anno.

Domenick Style

Autunno

L'Autunno la stagione seguita da quella più calda  (va dal 23 settembre al 22 dicembre), la cui caratteristica è quella di ritrovare la natura tendente ad addormentarsi lentamente. La caratteristica tipica è proprio del cambiamento climatico che sancisce la fine della stagione estiva, che si passa dalle tipiche temperature alte e con assenza di piogge, all'abbassamento delle temperature, spesso anche brusche con cambiamenti di vento con quelli freddi e di conseguenza alle prime piogge. Quindi ecco come la natura si mostra nel suo immenso splendore:

I frutti tipici della stagione sono: 

Castagne
Arance
Mirtilli
Lamponi
Cachi
Melognano
Mele
Pere
Susine
Mandarino

Le verdure tipiche sono:

Cavoli
Finocchio
Patate
Porri
Spinaci
Zucca
Bietola
Broccoli
carciofi

 

Inverno

L'Inverno, che viene immediatamente dopo l'Autunno (va dal 23 dicembre al 20 marzo), è la stagione che spinge la natura a proteggersi, perchè è la stagione più fredda, quindi le temperature scendono allo stremo (a seconda della zona variano le temperature ovviamente), ci sono continue piogge e visto le temperature molto basse, nevicate con presenza continua di venti freddi e congelamenti. Le giornate sono più corte (la giornata più corta dell'anno è il 21/22 dicembre nel solstizio d'inverno) che portano quindi la natura ad entrare in una sorta di letargo. Ecco come la natura si mostra nel suo immenso splendore:

I frutti tipici della stagione sono:

Arance
Mandarini/Mandaranci
Pompelmo
Mele
Pere
Kiwi

Le verdure tipiche sono:

Bietole
Broccoli
Cardi
Cavoli
Cicoria
Cime di rapa
Finocchi
Radicchi
Spinaci
Zucche

Primavera

 

La Primavera, è la stagione che sancisce la fine dell'Inverno (va dal 21 marzo al 21 giugno) portando ad un miglioramento delle temperature. E' la stagione del risveglio, le giornate si iniziano ad allungare,  e la natura nel complesso, insieme all'alzamento delle temperature, riprende nel suo massimo splendore tutte le sue funzionalità. La Primavera a differenza della stagione Autunnale, che lascia alle spalle le temperature alte della stagione estiva, qui avviene il contrario. Quindi si passa dal freddo estremo all'innalzamento delle temperature, quindi la natura nel suo insieme ha la possibilità di mettere alla luce tutti i suoi frutti, ecco perchè è da definire una stagione di "risveglio" in generale. Questo è rispecchiabile per qualsiasi forma vivente oltre che la natura.  Quindi ecco come la natura si mostra nel suo immenso splendore:

I frutti tipici della stagione sono:

Ciliegie
Nespole
Albicocche
Fragole
Pesche
Melone
Prugne
Arance

Le verdure tipiche sono:

Zucchine
Melanzane
Asparagi
Rabarbaro
Ravanelli

Estate

L'Estate, è la stagione più calda e sussegue la Primavera (va dal 22 giugno al 22 settembre).  E' la stagione con le temperature più alte, pioggie rare o completamente assenti, e le giornate più lunghe (la giornata più lunga dell'anno è il 20/21 giugno nel solstizio d'estate.) La natura in questa stagione raggiunge il picco massimo, facendo trovare una vasta varietà di colori, atmosfere, e sopratutto sul piano di frutta e verdura c'è la possibilità di trovare oltre i frutti tipici della stagione primaverile anche frutti esotici tipici appunto dell'estate con temperature alte. Ecco come la natura si mostra nel suo immenso splendore:

I frutti tipici della stagione sono:

Arance
Mandarini/Mandaranci
Pompelmo
Mele
Pere
Kiwi
uva

fragole
Melone
Anguria

Le verdure tipiche sono:

pomodori
peperoni
cetrioli
zucchine
melanzane
fagioli
ravanelli
insalate
rucola

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Domenick Style


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Luoghi comuni

Preconcetti, credenze, leggende metropolitane mischiate a diverse credenze popolari unite insieme arriviamo a creare i cosiddetti "Luoghi Comuni". Questo è un argomento che mi ha sempre suscitato interesse e spesso nervosismo ascoltando o leggendo i soliti luoghi comuni della gente. Ma non è tanto il fatto di usarli, perchè una persona avrà sempre una malinconia riguardante la sfera di un'epoca passata, magari anni che non eravamo nemmeno nati, ma che studiando o ascoltando i nostri genitori, i nonni, ci hanno affascinato di come era vivendo "ai tempi loro", quindi riferendoci a determinati argomenti sociali attuali tendiamo a dire: "non è come una volta", oppure, "ai miei tempi..." oppure ancora, "si stava bene quando si stava peggio", insomma sono espressioni che a volte ho utilizzato anche io, però ci sono tanti modi di esprimersi, in tante diverse circostanze, e le volte in cui ho usato dei luoghi comuni è sempre dopo averci ragionato su, almeno per capire fin quando fossero veri qeusti luoghi comuni, domandandomi ad esempio: perchè dire così? ad esempio, si stava meglio in passato? Perchè altrimenti è semplicemente un "piangersi addosso", senza però ammettere che si sta piangendo addosso, si da la colpa alla pioggia magari, quindi si piange su un passato ipoteticamente migliore del presente. Ma guardando questo passato, andando al di la dei tipici racconti della gente, delle persone anziane, che ovviamente quando uno sfoglia nella sua mente i ricordi tende a prendere il lato positivo, come pure noi stessi in questo presente, tendiamo sempre di prendere il lato positivo nei ricordi, le cose brutte le tendiamo a metterle da parte, a dimenticare. Ma parlando concretamente, davvero era così migliore? Partendo dalle cose basilari della vita, il lavoro, la famiglia, la casa, i soldi, potrei continuare ma queste sono principalmente le cose basilari che si tende a realizzare nella propria vita. Quindi voglio fare, e condividere, questa analisi di pensiero attribuito alla vita vera, quindi probabilmente non sarà condivisibile a tutti ma cercherò di ragionare in maniera più concreta possibile stando con i piedi a terra, quindi partiamo dal lavoro: dopo la scuola, in passato, ai tempi dei nostri genitori o dei nonni, chi la finiva la scuola, o addirittura chi ci andava a scuola, quindi già questo aspetto era negativo,anche se è vero che si viveva principalmente per strada, sopratutto l'uomo, quindi anche se piccoli d'età si aveva una maturità più concreta nei rapporti sociali e nel porsi nei problemi della vita, ma allo stesso tempo non avere cultura significa chiudersi mentalmente, ed essere facilmente manipolabile da chi ne ha, quindi non avere quelle capacità di abbattere dei muri sociali per avanzare come popolo, come l'attuale parità dei sessi, visto che all'epoca la donna non aveva voce in capitolo in nulla nella vita sociale e della nazione, nemmeno andava a votare, insomma cose note a noi come generazione attuale ma all'epoca era ancora da emancipare. Dunque il lavoro, era prevalentemente manuale, le famose catene di montaggio, c'erono tante fabbriche, le campagne erono il punto forte dell'Italia, e già da piccoli si iniziava a lavorare, facendo tanti tipi di lavori manuali che purtroppo sono andati scomparendo col tempo, ma che permettevano già di guadagnare da vivere, di creare una indipendenza e di costruire un futuro. Ma era davvero tutto così bello? Chi lavorava nelle terre, spesso non erono i diretti proprietari, erono familiari o amici, oppure gente mandata da amici e parenti, insomma il trattamento non era sempre così rosa e fiori, si era sfruttati il più delle volte, ci si accontentava del poco, perchè la vita dell'epoca "bastava poco per andare avanti", ma così qualsiasi altra tipologia di lavoro, come nelle fabbriche o altre mansioni, non erono regolamentate da diverse leggi sulla sicurezza come sappiamo ora, dove ci sono turnazioni, momenti di riposo, adeguate strutture, indumenti, mezzi per svolgere il lavoro senza subire danni, assicurazioni che tutelano tutto, i danni alle cose e alle persone, leggi che impongono il salario minimo, controlli fiscali di vario genere, tutto questo che sto dicendo non esisteva all'epoca, vi faccio immaginare cosa si subiva, altro che bei tempi. E' vero che parecchi di queste cose che ho citato spesso e volentieri vengono meno, ma quando avviene spesso o è per negligenza personale o davvero sono casi dove si tende a sfruttare per scopi personali, resta di fatto che ci sono regolamenti da rispettare e chi non lo fa subisce conseguenze come sancisce la legge, tutto ciò è avvenuto grazie alle rivolte che nel tempo ci sono state e che hanno portato a costruire la società attuale, "siamo noi che creiamo il nostro futuro". La famiglia: era il perno di riferimento, indiscutibile, e si portava rispetto al capo famiglia. Si conosce bene questa realtà dei nostri nonni e genitori, "quello che diceva il padre era un ordine", direbbero le nostre madri o nonne nei confronti dei figli: mazze e panella fanno i figli belli. Detto napoletano molto diffuso, per indicare che quando un figlio non ti ascoltava e faceva lo scontroso per fagli capire l'educazione e il rispetto che si doveva portare al genitore era buono e saggio al momento giusto sganciare un bel ceffone, e allo stesso modo se non faceva il bravo non si doveva accontentarlo sempre facendogli continui regali e soddisfacendolo in ogni suo desiderio, altrimenti cresceva viziato. Tutto un disegno ricco di saggezza, storia e culture che segnano la provenienza di ognuno di noi, ovviamente messo parecchio in discussione dai metodi utilizzati attualmente nell'educazione dei figli, ma quindi è rispecchiabile alla nostra realtà questo passato? La cultura, quella che per noi attualmente è scontato, all'epoca non era così, adesso c'è pari dignità e uguaglianza nei ruoli di famiglia, l'uomo fa il ruolo da maschio come la donna ha il suo ruolo, ma si uniscono per confrontarsi su tutti i temi della famiglia, le decisioni non spettano come se fosse una sorta di gerarchia, all'uomo solamente, è tutto in discussione, come i minori hanno i loro spazi, devono essere educati, seguiti, aiutati, ma i loro spazi devono essere rispettati in ogni singola fase della loro vita, fino alla maggiore età si ha il dovere di trasmettergli tutti quei valori utili che spetterà a lui applicarli nel modo corretto nei confronti della società. Parliamo di libertà attuali che all'epoca erono impensabili, a partire dalla libertà di parola nei confronti del padre o della madre, a prendere decisioni autonome, al programmarsi la propria vita, addirittura a scegliere la compagna o il compagno con cui condividere la vita era una scelta, spesso, indirizzata, o addirittura comandata, l'autorità paterna decideva sul proprio futuro, se era giusto o meno di andare a scuola, se era giusto o meno fare un determinato lavoro o un altro, insomma anche su questo piano, si c'era rispetto, moralità, dignità, cose che oggi sempre più si sta perdendo, ma era tutta una facciata, una mschera, per nascondere la crudeltà, che era spinta da ciò che all'epoca per mancanza di istruzione di base si ignorava e si aveva una visuale della vita completamente diversa. La casa: è il punto di riferimento della famiglia, è quel tetto dove sentirsi sicuri, è quel luogo dove si concentrano tutte le proprie intimità, insomma all'epoca la casa la costruivi pezzo per pezzo, perchè non esisteva la concezione di proprietà com'è adesso, sopratutto nel dopo guerra, in tante aree del sud nemmeno c'era la concezione di "proprietà privata", il sudore per possedere quella casa, nella quale all'interno sono racchiusi bene e male dell'intimità personale e dei figli che sono venuti a mondo insieme la compagna della vita, dove vedi crescere i figli insieme a te, era un dovere morale che il figlio rispettasse il sudore del genitore che aveva messo a disposizione nelle sue mani quella casa. Doveva prendersene cura, doveva continuare il lavoro del padre, doveva garantire un futuro a quella casa, dove la propria vita doveva girare intorno a quelle mura. Anche questa cosa purtroppo si è andata a perdere col tempo, il significato del "sudarsi una proprietà", purtroppo ci sono casi in cui parecchi hanno ottenuto in eredità senza soffermarsi a riflettere, sarà per rancore, sarà per altri fattori, resta di fatto che non gli ha dato il giusto valore morale a quella casa. Nessun padre augura il male al figlio di passare ciò che lui stesso ha subito, ma questo modo di ragionare moderno, ha fatto perdere il significato di tenere cura il luogo in cui si è venuti al mondo, nel luogo in cui con lacrime, sudore, e sforzi vari si è riusciti a ottenere una certezza inderogabile. Ma questo non vuol dire vincolarsi, assolutamente, perchè la vita attuale comporta il spostarsi, il cambiare luogo di vita, il mondo ai tempi attuali anche se grande allo stesso tempo è piccolo, perchè con l'avanzamento delle tecnologie, i confort, e mezzi di comunicazione, trasporti di vario genere garantisce che in poco tempo ti puoi spostare da una nazione all'altra, e il lavoro lo puoi trovare ovunque, dunque questo comporta che dove si riesce a trovare radici li puoi mettere le basi per costruire una famiglia, e la proprietà è sempre più vista come una sorta di salvadanaio, un punto saldo su cui appendersi al momento giusto, per investire sul futuro, perchè è tutto un circolo vizioso, mentre emigra una persona in un altro luogo allo stesso ne arriva una nuova, quindi queste proprietà vengono cedute e col guadagno investite altrove. E sempre più costante vedere di conseguenza eredi litigarsi per le proprietà, c'è chi usa giochi di strategia, c'è chi usa un finto disinteresse per agire al momento giusto, c'è chi più furbo e fa finta di usare proposte "al fin di bene" nel mentre si guarda i conti propri, insomma quello che inizialmente era un qualcosa di sudato, che stava a indicare una vita di sacrifici che veniva ceduta all'erede proprio come simbolo di raccoglimento di tutti gli affetti, oggi si guada solo l'aspetto economico, e quando si parla del "dio danaro" non esiste nulla di bello, nemmeno nel luogo che ci ha cresciuti, la casa. Quindi dove si trova in questo caso il luogo comune? Personalmente penso che ogni paese e città ha tanti luoghi comuni, un po' come le "rivalità" che ci sono nello sport, insomma la casa è il punto di riferimento di ognuno di noi, è ciò che contraddistingue il luogo di nascita e provenienza, ma se il significato di casa, viene visto principalmente sotto l'aspetto di "immobile" come valore economico, significa che non si ha visione chiara delle proprie radici. non è triste? anche se questa realtà può essere vista sotto l'aspetto economico ma col sorriso, pensando che è una decisione saggia quella di investire per guadagnarci su e costruire altrove e il genitore in questo caso, ne è solo orgoglioso di quello che  riesce a fare suo figlio, mentre in passato l'uomo di casa decideva tutto, e questa casa si trasformava in una sorta di prigione per chi aveva aspirazioni in grande. E ora parliamo di quello che già ho citato: i soldi: il mondo gira intorno a loro, i soldi sono quel motivo che nel corso dei secoli ha spinto popoli a massacrarsi per mille vicende, i soldi come dice un luogo comune "non rendono la felicità" ma sappiamo benissimo che la può aiutare. Ma aiutare come? Siamo così sicuri di essere all'altezza di gestire questi soldi? Mi spiego meglio: si dice che "non tutti possono comandare" come col lavoro "non tutti sono nati per fare..." quindi riusciamo a distinguere le potenzialità che ci rendono diversi l'uno con l'altro, c'è chi con i soldi ci sa fare veramente, ma non voglio dire che non tutti siamo fatti per i "soldi" perchè "volere è potere" ovviamente, ma nel passato e nel presente sotto altri aspetti, è noto che per soldi tanta gente ci è morta e ci muore, c'è chi ha avuto la fortuna di averne tanti, ma non ha saputo gestirli bene, c'è chi li ha saputi gestire ma s'è perso per la strada, non voglio elencare le cose brutte, come il gioco d'azzardo, la prostituzione, le droghe, sono tutte cose che senza rendercene conto se avessimo a disposizione una montagna di soldi questi mondi si avvicinerebbero magicamente, perchè i soldi viziano, e questo tema, anche se non nello specifico dei soldi, ma sul piano Vizi, l'ho già ampliamente narrato nell'articolo precendente "Società Fragile" con i vari impatti sulla nostra società. I luoghi comuni a volte sono detti in maniera saggia, ma altre volte non rispecchiano la realtà, ma intanto vengono dati per scontati che sono esatti, quando invece dovrebbero far riflettere bene, ponendo delle domande, un altro luogo comune, purtroppo, riguarda il nostro paese, visto che stiamo vivendo una fase di crisi, sia di società, sia economica che politica, il futuro è molto incerto perchè il sistema non riesce a reggere bene le esigenze della società attuale, e il grave problema tocca proprio queste base che ho citato e spesso e volentieri sento di giovani che emigrano spingendo con vari luoghi comuni a imporre quasi come slogan pubblicitari, che "li fuori all'Italia ci aspetta un mondo avanzato", diverso, dove avere futuro, qui invece a parte un futuro disastroso, non ci aspetta nulla. E' davvero mortificante sentire queste cose dalla bocca della gente, perchè parliamo di un paese che se anche apparentemente non riesce a mandare messaggi chiari e positivi, ma sarà per chi ci guadagna su come i media e la gente comune che lavora tramite i social, sarà che il timore delle persone alimentano una visuale negativa e quindi si mettono in evidenza sempre e solo gli aspetti negativi, ma qui si parla di mancanza assoluta di aspettative. Quasi come se le nuove generazioni fossero un po' estranei dalla realtà politica e non solo della nazione, anche se è vero che le istituzioni spesso non sono state vicine al popolo quindi hanno allontanato la vera realtà del paese facendo diffondere solo luoghi comuni negativi. Eppure come questi luoghi comuni confermano, ad esempio: "una volta si viveva in Italia", oppure, "i tempi d'oro delle Lire", sempre a buttare fango sul presente, ma non credo che colore i quali vivevano negli anni del dopo guerra fino agli anni '90 non avevano i stessi problemi dei giovani attuali. La delinquenza era molto più forte, basta guardare i numeri di vittima delle mafie e le varie forme di delinquenza, allo stesso tempo, come ora, c'erano tante nuove uscite tecnologiche, si sperimentavano sempre nuove cose, ci sono stati gli anni del consumismo che non si guardava al male che si produceva nel frattempo, ma con i stessi problemi attuali non mi sembra che si sia arrivati a una fine. Ansi talmente tanto che si produceva che abbiamo attirato popoli a venire da noi, forse il fatto che la vita era davvero vissuta in strada, si aveva una percezione diversa e allo stesso tempo si era più aggressivi nei confronti del sistema? Forse si tratta di patriottismo, che all'epoca era molto più forte di adesso, che spesso e volentieri vedo casi dove c'è una sorta di vergogna della propria provenienza? Forse ai tempi attuali ci sono interessi nazionali molto più grandi dell'epoca che vuole spingere a far sbagliare l'opinione pubblica. Parliamo di "Unione Europea" cosa che non esisteva prima, ci sono interessi di vario genere, sopratutto economici, che uniscono le nazioni Europe, e la nostra nazione è stata promotrice di tutto ciò, e lo sappiamo benissimo, ed è sempre la nostra nazione che sorregge questa moneta unica, e ci sono grossi interessi di nazione interna che mantiene le nazioni unite a continuare questo progetto, ma magari chi ci sta osservando da fuori sta aspirando ad altri interessi. Se venisse meno questo patto renderebbero tutte le nazioni deboli e quindi vulnerabili a qualsiasi attacco e speculazione economica, ma sopratutto ci spingerebbe a scagliarci contro i vari governi, perchè è compito dello stato "garantire il lavoro e la dignità" insomma, questi luoghi comuni ci stanno mettendo a dura prova. Ma la realtà è diversa, lo stesso dramma che sta vivendo l'italia allo stesso modo lo si sta vivendo altrove, magari sotto altri aspetti, magari vengono affrontati diversamente perchè ogni stato ha sue regole e culture diverse lo sappiamo. I governi che usano strategie, spesso contro i popoli, non avviene solo qui, c'è chi è furbo e chi lo è di meno, a volte capita che il popolo è più sveglio e attento del furbo, e tanti scenari, anche se spesso e volentieri vengono censurati, scioperi e scontri di diversi generi che avvengono nelle nazioni appartenenti all'Euro, non vengono mostrati di proposito per paura di innescare a catena lo sdegno di altri stati, perchè il dramma di non arrivare a fine mese, le periferie che vivono in situazioni drammatiche, lo spaccio di droghe, stupefacenti, merce di armi e prostituzione, merce di immigrati, le mafie presenti in ogni nazione e in ogni città, il dramma che vivono le donne con abusi sessuali, abusi minorili, violenze di bullismo, lavori in nero, lavori sottopagati, lavori a rischio, casse integrazioni, famiglie che con i sussidi dello stato non arrivano a fine mese, affitti di case che arrivano alle stelle, pignoramenti, tasse imposte su svariate cose, problemi inerenti l'istruzione, le istituzioni, abusi di potere e tante altre cose esistono non solo in tutta Europa ma anche al di fuori, è un dramma che vive il Mondo. Ci sono paesi dove vengono chiamati "paradisi fiscali" ma sono luoghi ideali per chi già possiede una base, ci sono paesi dove la delinquenza è minore, o qualsiasi altra cosa che ho citato su è minore, ma la fortuna e l'opportunità che si può riuscire ad avere in qualsiasi parte del mondo la si può allo stesso modo, sfruttandolo al massimo, avere anche nella proprio terra, l'Italia. Ci sono paesi che mandano slogan, quasi supplica, affinchè avviene un'emigrazione verso paesi nordici, perchè li ci sono i luoghi comuni diffusi ormai che dicono "che si vive bene" e ci sono Cinesi che vengono a spendere, e peggio ancora, a investire in Italia, i Russi anche guardano l'Europa come fonte di guadagno invitando a investire da loro, la Romania un tempo era terra fertile da investire, così l'Ucraina che ha lottato per rientrare nell'Euro, la Polonia, l'Albania, insomma, non fermatevi ai luoghi comuni, quelli sono spinti da chi ha degli scopi di vario genere, parliamo scopi economici, di governo, di investimenti nel futuro, aprite gli occhi, non lasciatevi ingannare, perchè la "ruota del carro siamo noi" e non dipende dal posto. E' vero che la realtà non è rosea, come non lo era ai tempi dei nostri genitori, però la realtà che ho vissuto e vivo è quella che quando si ha le idee chiare, e si lotta per qualcosa la si ottiene. Certo può accadere che "i sogni non sempre si realizzano", altro luogo comune, ma si deve avere una visuale a 360°, si deve guardare in avanti, ma allo stesso tempo rendersi conto di cosa si ha a disposizione ora, "c'è chi vive per lavoro, e chi lavora per vivere" se si sceglie la prima allora si deve lottare per ottenere le cose, usando qualsiasi mezzo, non c'entra la nazione in cui si vive, c'entra la volontà. Se si sceglie la seconda, e i proprio sogni non si realizzano, quello che si aspirava, non vuol dire che non esiste nulla, si devono sempre avere le carte di riserva se si vuole vivere la vita veramente, basta semplicemente la volontà. Quindi o scegliete di vivere per lavoro o viceversa, quello che conta, qualsiasi sia il vostro stile i vostri ideali, le vostre aspirazioni, i vostri sentimenti, tutto gira intorno alla volontà. Non fidatevi di quello che vedete, fidatevi del vostro potenziale, fidatevi della vostra ragione, non siamo marionette di nessuno.

Domenick Style

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