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Oggi riflettevo sulla censura e ritengo che sia un argomento valido da condividere.

Quante volte ci siamo chiesti: ma è giusta o sbagliata la censura? Ovviamente sono punti di vista che variano a seconda dei casi.

Però la domanda che mi sorge a questo punto: chi dice, ma soprattutto in base a cosa, ritiene che la censura sia giusta applicarla? Questo è un discorso generale, non mi sto riferendo a un determinato caso specifico, però ritengo che la censura sia sbagliata a prescindere.

Perché noi usando la censura creiamo un mondo finto, fatte di circostanze ipocrite in cui le cose devono camminare sotto un determinato verso. Come per dire: io pretendo un mondo rosa e fiori quindi inizio a censurare tutte le cose che ritengo volgari e quelle che non mi piacciono.

Certo così si crea il mondo perfetto, ma è finto. E se facciamo mente locale, noi la censura praticamente la applichiamo ovunque, per qualsiasi cosa, ad esempio: sulle foto, alle feste, quando stiamo in giro, quando andiamo a un matrimonio, quando parliamo con qualcuno ecc.

Se evitassi di parlare secondo determinati canoni verrei definito volgare, pazzo, strano, ignorante ecc. insomma la conclusione? Penso semplicemente che abbiamo fatto un "patto" per evitare di vivere in uno stato caotico (animalesco, primitivo, si è capito no?), abbiamo ceduto la realtà in cambio di civiltà.

Infondo, visto sotto questo aspetto, è giusta come cosa, però quanto pesa l'essere consapevole di vivere in un mondo finto, fatto di circostanze finte e di dialoghi finti, tutto solamente per una bella apparenza.

DomenickStyle

L'eterna sfida tra i social e i blog, le applicazioni e i blog, tutto questo li porterà all'estinzione?

L'eterna sfida tra i social e i blog, le applicazioni e i blog, tutto questo li porterà all'estinzione?

Partendo dal presupposto che, personalmente, sono convinto che fin quando esisterà il piacere della scrittura, anche se non si è amanti, ma il semplice fatto di dedicare del tempo scrivendo pensieri personali, idee e opinioni, nero su bianco, i blog prevaleranno sempre. Fin quando c'è vita, esisterà sempre come forma d'arte della comunicazione, la scrittura.

Ma questi social stanno sostituendo i blog, e in gran parte lo hanno già fatto. Però infondo lo stesso blog, che conosciamo e usiamo, ha sostituito quello che era il diario personale. E non esiste arma più potente, quella di unire una piattaforma dove hai a disposizione lo stare in contatto con la gente, che conosci o meno, e allo stesso tempo avere a disposizione un diario da condividere, facendoti conoscere direttamente. È fantastico!

E le applicazioni? Nate per i cellulari, ormai sempre più simili in tutto a mini computer portatili. E queste applicazioni uniscono la semplicità di unire social e diario allo stesso tempo, tutto a portata di mano.

Insomma è proprio un colpo di grazia per i blog, apparentemente. Se si iniziasse a girare nel web, immediatamente noteremmo che la presenza c'è ed è costante.

I blog ci sono e allo stesso tempo sono molto attivi e il dominio dei blog nel mondo del web non perde colpi, sono sempre in costante aggiornamento e allo stesso tempo hanno messo piede nei vari social, conquistando anche su queste piattaforme la scena.

I blog sono immortali, e lo saranno fino a quando ci sono tutte quelle persone che piace la libertà d'espressione, ma sopratutto, che amano avere uno spazio tutto proprio, dove potersi giostrare liberamente il piano di lavoro/il proprio diario, senza nessun tipo di vincolo.

Dai parliamoci chiaramente, con un blog hai una gestione totale di tutto, puoi mettere in mostra qualsiasi creazione senza nessun vincolo, puoi colorare il tuo mondo rispecchiando la propria anima senza nessuna restrizione e senza, soprattutto, essere condizionati e limitati nell'uso delle parole e dei temi, cosa che avviene sui social.

Perché spesso si ignora proprio questo dettaglio. Sui social è tutta una finzione quello spazio che viene, generalmente, consideriamo proprio. Quello che consideriamo diario privato in realtà è tutto di proprietà del social dove ci siamo registrati, limitandoci ai strumenti forniti secondo le regole imposte dalla piattaforma.

Quindi su questi social si è inclinati a eseguire determinate azioni meccaniche, uguale per tutti, in maniera omogenea. Diventiamo dei robot illudendoci di essere umani, questa è la distinzione tra il vivere una piattaforma social e un blog personale libero.

E le applicazioni? Sono la semplificazione totale dei social e dei blog, addirittura sostituendo le parole con gli audio registrati e mini video, quindi è la versione smart e meccanica allo stesso tempo.

Arrivati a questo punto, quanta voglia si ha ancora di perdere quel tempo nello scrivere su un blog o nel leggere un blog trovato per caso? L'essere umano è pigro, piace avere le cose facili e già preparate, quindi si abbandona l'idea di dedicarsi a creare un blog e si accontenta di quello che offre una piattaforma social. Purtroppo è questa l'inclinazione della massa, non c'è niente da dire perché siamo tutti complici.

Però, il mondo è bello perchè vario, e per fortuna non siamo tutti uguali, quindi ci saranno sempre quelle persone che uscendo dagli schemi social, gireranno nel web e si ritroveranno a osservare un blog.

E penso che la meraviglia di ritrovarsi su un blog personale, dove puoi affascinarti nel vedere banner, immagini, fotografie e tanti contenuti personali, che vanno a rappresentare la reale personalità di una persona, magari rispecchiando anche un po' una parte del visitatore, non ha eguali ed è una cosa introvabile sulle piattaforme social.

Insomma fin quando esisterà la libertà di espressione e tutte quelle possibilità di avere modo di essere se stessi senza l'imposizione di schemi e varie limitazioni di espressioni e contenuti, i blog vivranno in eterno!!! ♥️

DomenickStyle

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I Gradini sono una costante nella nostra vita, personalmente ritengo che siano la rappresentazione del percorso e la formazione di noi stessi. quanti gradini dobbiamo fare prima di arrivare in cima?

E pensare che spesso si tende ad evitare le salite, eppure qui parliamo metaforicamente della vita come se fosse una lunga scalinata, tutta in salita, infinita, gradini su gradini, senza fine. E per affrontarla dobbiamo affidarci solamente alle nostre forze, alle nostre capacità. Ma come già sappiamo, ci sarà sempre quella persona che tenderà di fare leva usando noi come appiglio per salire, usando quindi meno forza, ed è proprio in questi casi che si mettono in gioco le nostre capacità per evitare di diventare "oggetti" sfruttati all'occasione per arrivare allo scopo.

Dalla nascita che scaliamo questi gradini, osservando il mondo intorno e notando ogni particolare, apprendendo la funzione e l'uso, tutte nozioni che ci formano per affrontare al meglio questa salita, a volte capita di cadere, altre volte di fermarsi, tante volte per sperimentare si finisce di scivolare, ma quello che conta alla fine è il sapersi rialzare sempre.

E' la forza di volontà che fa la differenza, perchè tutti fanno questa salita, ma quello che fa' la differenza è appunto: la volontà. E' il non lasciarsi abbattere dalle circostanze, l'affrontare nei migliori dei modi qualsiasi difficoltà si presenti. E' quella capacità di anticipare, comprendendo fatti, che apparentemente spesso sono mascherati. Insomma tutte cose che fanno parte della nostra vita e che sono note, o lo diventeranno, a tutti.

Questo è un momento di riflessione ed è un messaggio per invogliare. E' un articolo rivolto a tutti, qualsiasi sia la salita che si sta affrontando, la stanchezza che si sta portando sulle spalle, le pugnalate ricevute, i mali subiti, le paure che ci seguono e quel buio interminabile, il messaggio è:

NON FERMATEVI MAI!!

Proseguite il vostro percorso sempre, con determinazione, seguite i vostri obiettivi e date ascolto a voi stessi, mettete in evidenza sempre le esigenze personali e non quello che gli altri dicono, impongono o pretendono. Quei gradini siete voi che li dovete salire, non esisterà mai nessuno che vi dirà il "come" e in "quale modo" farlo, quindi non arrendetevi mai e abbiate sempre fiducia nelle vostre capacità.

Infondo, pensateci e soffermatevi un attimo, sono solo gradini. Siamo noi che nella nostra testa creiamo i "mostri" con le nostre paure, andando a complicarci il più delle volte da soli la nostra esistenza creandoci problemi, senza badare o perdendo di vista quelli che sono i reali obiettivi, favorendo in questo modo, chi semplicemente non è un "pensante" come noi, di marciare sulle nostre paure, sui nostri timori alimentando quei problemi, solamente per bloccarci e favorire di conseguenza i propri interessi.

Gli occhi bisogna tenerli sempre aperti, per evitare di inciampare sui gradini.

DomenickStyle

 

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Quante volte è stata ripetuta, almeno una volta, anche solo pensato, da tutti noi?

Bene, personalmente penso che nel momento in cui raggiungiamo questo punto "non ce la faccio" significa che è il momento preciso di continuare.

Perché dico questo? Me lo sono domandato anche io e solo vivendolo ho capito che è realmente così. Non ci si deve mai fermare! Si deve lottare, costantemente, mettendo sempre il meglio di noi, perché qualsiasi sarà il fine, non ci diremo mai a noi stessi: potevo fare meglio! Ma soprattutto, il lottare e l'evitare di fuggire dalle responsabilità, eviterà qualsiasi rimorso di coscienza e non potrete mai dire: era meglio se avessi lottato! E questa cosa fa veramente male.

Ma soprattutto, qualsiasi siano le circostanze e le situazioni, le cose si devono fare col cuore, che devono essere sentite veramente. Questo farà veramente la differenza e sarà sempre quella motivazione che vi farà lottare senza fermarvi mai!

Non ce la faccio, a cosa? Ne vale la pena? Nessuno può rispondere se non da soli, ma soprattutto, non è mai saggio auto-definirsi perditore se non si è nemmeno arrivati alla fine. Bisogna sempre farsi valere, anche quando si perde, sempre a testa alta.

DomenickStyle

L'arrivo dell'autunno, dopo l'estate caldissima, si fa sempre attendere, e forse è proprio per questo motivo che si fa' amare. Adoro l'autunno, perchè è quel periodo dell'anno dove non esiste nessuna stabilità, ogni giorno è una novità e la temperatura si alza e si abbassa di continuo. Lo scenario intorno cambia, si dice che l'autunno è la stagione in cui la natura muore a causa di tutti questi sbalzi di temperatura, infatti il simbolo proprio autunnale sono le foglie secche che cadono dagli alberi, ma io la voglio vedere sotto un diverso aspetto: è dall'autunno che si prepara la fine e quello che sarà poi la rinascita. La natura è fantastica, peccato che non siamo capaci di comprenderla, però rispecchia perfettamente l'andamento della nostra vita, fatta di alti e bassi, una ruota che si ripete, un processo inarrestabile che non si ferma mai e scandisce tutti i momenti nel corso della nostra vita. Ecco la natura ha la capacità di mettere in risalto, a noi spettatori, tutto il processo vitale e le stagioni sono la dimostrazione. Possiamo partire da qualsiasi stagione, il giro è sempre lo stesso, può essere breve, brevissimo o al contrario, resta di fatto che esiste, e la natura ci fa capire che è viva. Si può iniziare da un periodo bellissimo, come la stagione estiva, per declinare all'autunno, fino a toccare il fondo con la stagione invernale per poi ricominciare la salita graduale, con la primavera fino ad arrivare all'estate e il ciclo ricomincia. Dunque, personalmente, ritengo che le stagioni siano una rappresentazione della nostra vita, e l'autunno lo adoro in tutte le sue sfumature. Mi piace perchè trasmette tante sensazioni, si passa da una fase di vacanza, al ritmo frenetico di tutti i giorni con le varie problematiche, però rimanendo sempre con quel ricordo della stagione appena passata che ci regala quel sorriso indelebile. E le prime giornate di pioggia? Dopo una stagione arida, cielo sempre sereno, temperature alte, quella pioggia trasforma l'autunno in una stagione romantica, il suono delle prime gocce che cadono, i suoni dell'acqua che scende dai tetti, quel venticello fresco che sancisce la fine e l'inizio di una stagione, insomma tutto questo diventa una favolosa poesia. Quanti sentimenti si possono abbinare a una stagione.Benvenuto Autunno.

DomenickStyle