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Appartenenza

Questo è un flusso di pensieri riguardante l'appartenenza a un determinato luogo. Quando usiamo il termine "appartenenza" stiamo indicando a qualcosa che ci appartiene personalmente, come il luogo di provenienza.

Ma c'è sempre questo conflitto tra mente e cuore che fa creare dei concetti strani nella testa delle persone. Ogni luogo del mondo può essere la nostra casa, ma il luogo in cui siamo nati sarà sempre nostro punto privilegiato, oppure la differenza, sopratutto quando si va fuori dal luogo di nascita o comunque dove si vive normalmente, la farà sempre la nazione di appartenenza, unita alla nostra cultura  che verrà messa sempre, con orgoglio, messa avanti nei discorsi.

Eppure i confini li ha creati l'uomo, le lingue le abbiamo create noi unito alle culture, il modo di vivere, le credenze e i vari stili, tutto creato da noi, quindi praticamente noi ci prodighiamo e difendiamo più che altro delle convinzioni create, in modo artificiale, ma che è diventata talmente normale, e tristemente naturale, da non riuscire a concepire facilmente quello che sto dicendo.

Il mondo è la nostra casa. Siamo nati e viviamo in determinati luoghi, in altri abbiamo fatto conoscenze, abbiamo delle conoscenze, gli amici di infanzia, quelli persi e quelli attuali, il primo amore, l'amore attuale, semplicemente noi attribuiamo la nostra storia ai luoghi facendoli diventare nostri, di appartenenza, e quindi dando quella differenza rispetto a un luogo ancora inesplorato. 

E' il concetto di "mondo" che non è chiaro, o evidentemente qualcuno ha voluto sotterrare questo concetto, nascondendolo dietro a tante limitazioni che allontanano la mente a concepire il mondo come se fosse quello che, consideriamo, unicamente il nostro luogo di appartenenza.

Quello che manca davvero, e mi dispiace ogni volta che noto questa cosa, è proprio il riconoscere ciò che l'uomo ha creato per determinati scopi, per raggiungere degli obiettivi con interessi, ingannevoli ma comuni, ma che si tratta sempre di manovre con interessi personali e comuni.

Non voglio discutere di storia, ma noi attualmente viviamo passato e presente allo stesso tempo, e spesso questi due vanno in conflitto. Viviamo in nazioni disegnate sulla mappa, ideate e create per dividere popolazioni, creando un mondo a parte dalle altre, con lingue, monete, religioni, culture ecc tutto per scopi personali e di comunità. Ma attualmente, quando può regge questo sistema? Eppure con i mezzi esistenti attualmente, in paio di ore arriviamo a oltre mille chilometri di distanza, con i mezzi di comunicazione istantanea, possiamo parlare o sentirci in tempo reale, con chi vive all'altro lato del mondo, andando oltre ai fusi orari, oltre le barriere, oltre le culture e tutto quello che esiste nei limiti artificiali creati dall'uomo. Siamo capaci di esportare la nostra cultura nel mondo e viceversa, eppure parliamo di nazioni, sistema interno, una visione chiusa un po' come quando nel medioevo esistevano i villaggi delimitati e che la vita si svolgeva esclusivamente all'interno di quei limiti, al di fuori non si aveva conoscenza di cosa accadeva o esisteva. Viviamo il presente e il futuro allo stesso tempo.

Senza ombra di dubbio la popolazione mondiale presenta delle distinzioni, questo non si può negare, ci sono parti del mondo più sviluppate altre di meno, insomma è ovvio che ci siano distinzioni, ma è come dire: che un bambino quando nasce non sa parlare, mentre quello più grande ti parla normale, e quello ancora più grande va a scuola e sa scrivere, fare i conti ecc. Insomma è una cosa naturale che la maturità va coltivata, ma siamo tutti esseri umani, viventi e uguali in tutto, qualsiasi sia il luogo di appartenenza in questo mondo.

Siamo noi che vogliamo creare delle distinzioni, dividendo il mondo in una parte più ricca, meno ricca, andando a creare delle diversità che spingono i popoli a fare queste distinzioni, mettiamo dei limiti geografici, insomma, siamo tutti pilotati col volere di chi manovra. E non sarebbe mai accettabile un mondo identico e sviluppato allo stesso modo ovunque, ci dovrà semrpe stare una parte dove prevale sull'altro, perchè altrimenti i conti non tornano. E noi siamo pedine che alimentiamo questo gioco, facendoci allontanare dalla verità e vivendo una realtà di finzione.

L'appartenenza è quella cosa che esiste nella nostra mente, ma tutti apparteniamo a una sola origine: il mondo.

DomenickStyle

3 thoughts on “Appartenenza

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